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HIV, UN GIOCO PER CONOSCERE E PREVENIRE

HIV INFOGAMEIl primo serious game per tornare a informare e sensibilizzare sulla malattia

Un gioco nato per affrontare il tema dell' Hiv con immediatezza e semplicità. Si chiama "Hiv Infogame", ed è un "serious game" educazionale che intrattiene l'utente tramite l'interazione con due avatar, quiz e animazioni. Un modo semplice e divertente per far arrivare a ragazzi e adolescenti le informazioni pratiche sull'infezione e su come prevenirla nella vita di tutti i giorni. E’ possibile giocare al link www.hivinfogame.it, disponibile anche nella versione mobile e tablet.

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BRESCIA, L’ASL INCONTRA I GIOVANI DELLA MOVIDA

Le malattie sessualmente trasmissibili continuano a diffondersi. Soprattutto tra i giovani, che spesso non si informano correttamente. Per questo l’Asl di Brescia, in collaborazione con la circoscrizione Centro, promuove la salute con un’iniziativa centrata sulla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale e sulla sensibilizzazione rispetto al tema. Dalle 21 alle 24 di venerdì 16 novembre l’unità mobile dell’Asl sarà presente in una delle zone del divertimento del centro storico, via Fratelli Bandiera.

 

“Oggi tra i giovani c’è più disattenzione rispetto ai temi legati alla malattie sessualmente trasmesse, in particolare l’infezione dal virus Hiv”, sottolinea il direttore generale dell’ASL di Brescia Carmelo Scarcella. “Il fatto che si sia abbassata la guardia”, aggiunge, “sta facendo aumentare il rischio di contagio: si ritiene la malattia una cosa per altri. Oggi si arriva alla diagnosi di sieropositività da Hiv sempre più tardivamente; nei 3⁄4 dei casi la sieropositività viene diagnostica quando la persona è già immunocompromessa. Per questo”, conclude Scarcella, “è importante fare il test dell’Hiv”.

 

Soddisfatto dell’iniziativa il presidente della circoscrizione Centro Flavio Bonardi: “La collaborazione sancita con l’Asl permetterà di affrontare insieme ai giovani un tema di grande importanza sociale. Un’opera di sensibilizzazione il cui valore è stato colto anche dai titolari dei locali della zona, che hanno aderito all’iniziativa rafforzando il messaggio tra la popolazione giovanile”.


Per tutta la serata del 16 novembre il personale dell’Asl, un medico, un’assistente sanitaria e un’infermiera dell’ambulatorio Malattie a Trasmissione Sessuale, saranno presenti per informare sulle tipologie di malattia più frequenti e sui comportamenti a rischio di contagio, per rispondere alle domande e presentare i servizi di prevenzione.


Poiché la diagnosi e le terapie precoci riducono lo sviluppo di patologie Hiv-correlate e limitano il rischio di contagio, l’Asl ha rivolto l’iniziativa soprattutto alle fasce di popolazione più a rischio, come i giovani: per raggiungere questo target è nata l’esigenza di spostarsi sul territorio, in particolare in luoghi di maggior aggregazione giovanile.

L’iniziativa con l’unità mobile dell’Asl, che ha toccato altre zone di Brescia frequentate da giovani come piazza Arnaldo, proseguirà nel mese di novembre e dicembre: il 23 novembre, il 1 dicembre e il 21 dicembre presso il Centro Commerciale Freccia Rossa, la sera del 1 dicembre al locale Trap. 

Al viaggio dell’unità mobile tra i luoghi frequentati dai giovani si aggiunge la campagna di informazione connessa, dal titolo “Ricomincia da te, fai il test Hiv”.

SIEROPOSITIVO.IT "LANCIA" I GIOVANI LEONI

L’attività del nostro portale è stata scelta come tema per la categoria Cyber all’interno della prestigiosa competizione, organizzata da Adci e Sipra, che porterà una coppia di giovani creativi al Festival Internazionale della Creatività che si terrà a Cannes il prossimo giugno.

 

 

La Giuria della XVI edizione de “I Giovani Leoni”, il premio promosso da Sipra e Art Directors’ Club Italiano per i creativi italiani under 28, ha scelto le tre migliori campagne Film, Cyber e Press e il progetto di corporate identity per la nuovissima categoria Design. Gli autori rappresenteranno l’Italia alla Young Lions Competition del Festival Internazionale della Creatività di Cannes, in programma dal 17 al 23 giugno 2012.

Quindici coppie si sono cimentate nella categoria Cyber, che in 24 ore hanno prodotto un'idea creativa fruibile sul web incentrata sull’attività svolta da sieropositivo.it.

La giuria, composta da Davide Boscacci, Nicola Lampugnani, Laura Sordi, Alessandro Sciortino, Nicola Rovetta, Massimiliano Maria Longo e Matteo Righi, ha premiato la campagna “Your perfect night”, realizzata da Oliviero Piccoli (art) e Giorgia Fattoracci (copy) dell’agenzia M&C Saatchi. I vincitori sono stati annunciati ufficialmente durante la cerimonia di premiazione, condotta da Giulia Cazzaniga, giornalista di RaiDue, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

Dopo l’apprezzata campagna di comunicazione “Per tutta la vita”, partita lo scorso 1° dicembre, creata per sieropositivo.it dai professionisti di Tbwa\Italia e The Family Kids, che si sono cimentati sotto il patrocinio dell’Arts Directors Club Italia e che ha visto come regista Luca Lucini, quella messa in cantiere per i Giovani Leoni rappresenta un’ulteriore occasione per fare conoscere l’attività svolta dal nostro portale, dai volontari che vi svolgono il loro lavoro e dagli utenti che hanno accesso ai nostri forum e attività. A tutti va il nostro sentito e sincero ringraziamento.

BUSTO ARSIZIO - AIDS, UN PROGETTO SPERIMENTALE PER TORNARE A PARLARNE

Aids, quanto ne sanno le generazioni nate negli anni '90?
Troppo poco ed è per questo che l'Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, in collaborazione con la Fondazione Carnaghi e Brusadori e il liceo artistico Candiani hanno deciso di mettere in piedi un progetto sperimentale per tornare a parlarne nelle scuole con l'ausilio di esperti e anche di chi, oggi, vive il calvario della malattia.
«Anche se di Hiv non si muore più non vuol dire che bisogna abbassare la guardia e il vuoto informativo che da qualche anno a questa parte c'è su questo tema è un grave danno per le generazioni presenti e future» - spiega la dottoressa Tiziana Quirino, responsabile della struttura complessa di malattie infettive dell'ospedale di Busto. Secondo la dottoressa «si è persa l'idea del rischio perchè si è abbassata la guardia ed è per questo che abbiamo deciso di selezionare un campione di 4-5 ragazzi prima di organizzare gli incontri con le classi per capire a che livello di conoscenza sono i ragazzi che oggi hanno 17-18 anni». Inutile dire che il livello di consapevolezza si è abbassato molto.

 

Per questo il dirigente della scuola Andrea Monteduro non solo ha accolto con entusiasmo il progetto ma ha anche sviluppato un lato artistico della tematica con la produzione di locandine che parlano della tematica Hiv: «Da subito ho trovato molto ascolto da parte dell'ospedale di Busto su questo tema - racconta il dirigente - in primis perchè non vorremmo replicare la lezione frontale nella quale c'è l'esperto che parla e i ragazzi che ascoltano e basta. C'è tra i ragazzi una certa idea che non si muore più, che si può rimanere eternamente giovani mentre dobbiamo riportarli a riprendere contatto con la vita e con le difficoltà del deterioramento, della malattia come parti integranti della vita stessa. Saranno 350 i ragazzi dai 17 ai 18 anni che parteciperanno da domani a questa iniziativa. Compileranno un questionario prima e dopo gli incontri per riscontrare i miglioramenti in termini di conoscenza. Vogliamo proporre ai ragazzi qualcosa che vada oltre l'educazione sessuale, una vera e propria educazione emotiva che li aiuti nella gestione delle emozioni».

 

 

Paolo Genoni, presidente della fondazione tiene molto a questo progetto: «L'idea di sostenere iniziativa che entra nelle scuole ci ha fatto molto piacere. Fare educazione sanitaria a tutti i livelli è uno dei nostri obiettivi e vorremmo allargare questi incontri anche agli altri strati della cittadinanza cercando di instillare nelle persone un'educazione sanitaria che possa aiutare a prevenire le malattie».

Il direttore dell'azienda ospedaliera Armando Gozzini si dice soddisfatto dell'iniziativa: «Da tempo non si affrontava questo tema nelle scuole e siamo oltremodo orgogliosi di essere protagonisti di questo ritorno all'informazione sui pericoli dell'Hiv che, vorrei precisare, non è una prerogativa degli omosessuali. Tutti siamo a rischio. Si tratta di un'iniziativa lodevole perchè c'è forte consapevolezza dei medici affinchè si porti informazione fuori dalla struttura sanitaria. Vuol dire che siamo vivi e andiamo oltre la routine».

 

Gli incontri saranno condotti da medici e infermieri del reparto malattie infettive e toccheranno anche le altre malattie sessualmente trasmissibili. Per quest'anno saranno coinvolti solo gli studenti delle classi IV e V ma dall'anno prossimo, una volta valutati gli effetti della sperimentazione, si potrà pensare a momenti informativi, anche con figure più appropriate come pedagogisti, ai ragazzi di 13-14 anni. E', infatti, innegabile il dato che l'età del primo rapporto sessuale si è abbassata e di questo ne sono consapevoli tutti gli attori protagonisti di questa iniziativa: «Siamo consapevoli di questo - conclude la dottoressa Quirino - ma dobbiamo affrontare l'informazione a fasce più giovani con un'attenzione maggiore e sicuramente diversa rispetto ai ragazzi più grandi».

UN GIOCO E UN VIDEO PER PREVENIRE L'AIDS

Una città sicura dove muoversi tranquillamente. Il detective Joe Condom è un personaggio che scende in campo per informare i giovani, ma anche chi ha qualche anno di più, sui rischi dell'Aids.

Perché l'informazione è l'unica arma per la prevenzione.
E' questa l'iniziativa presentata dall'Anlaids-Lazio per combattere la malattia.

I giovani sono sempre più precoci nell'iniziare la loro vita sessuale, ma spesso non conoscono alcune informazioni essenziali.

I dati raccolti da Anlaids Lazio con il gioco di Safe City sono piuttosto allarmanti. Attraverso le azioni del detective Joe Condom, gli utenti hanno risposto a diversi quesiti.
Si scopre così che il 43% dei navigatori crede che sia sufficiente far passare una settimana per fare il test dopo un rapporto a rischio, quando invece occorrono tre mesi. Il 60 % degli utenti non sa che attraverso i rapporti orali si può trasmettere l'Hiv.
I più giovani sono i meno informati (62% di risposte errate sono di persone che hanno meno di 20 anni).
E infine, dato piuttosto sconcertante, 12% del campione crede che dall’aspetto si possa riconoscere una persona sieropositiva

 

                                                             ***

 

 

Nel mondo noir di Safe City si muove il detective Joe Condom, con il compito di fare luce sulla conoscenza dell'AIDS tra i cittadini."

 

Quale è la sintesi che sta dietro questo videogioco noir completamente gratuito che aiuta l'ANLAIDS a capire quanto e come è diffusa l'informazione sull'AIDS?

Perché mettere su tutta questa sudatissima baracca?

Ci chiarisce le idee il comunicato stampa:

 

"L’idea dietro il gioco nasce da una semplice considerazione: la vita di tutti i giorni non ha la chiarezza di un questionario. Quando rispondiamo ad un test cartaceo abbiamo davanti situazioni ben chiare, messe nero su bianco. Nella vita reale le sfumature sono molte di più, le situazioni sono ambigue e cadiamo in errore più facilmente. Possiamo sbagliare anche quando crediamo di sapere. La vera sfida è testare questo tipo di conoscenza, quello della vita reale.

Safe City nasce così, come simbolo dell’incertezza, dell’ambiguità: un modo per avvicinarsi alla complessità della vita di tutti i giorni in modo divertente. Non a caso Joe Condom è un detective: deve guardare oltre le apparenze senza farsi trarre in inganno.

Chi pensava di sapere tutto sull’AIDS potrebbe avere qualche sorpresa al termine della sua investigazione. Non possiamo ancora immaginare quali saranno i risultati di questa avventura collettiva, ma di certo non sarà un’indagine come le altre."

 

Non vi resta che mettervi nei panni del vecchio Joe e giocare.

 

Siete sicuri di saperne abbastanza sull'AIDS? provate a giocare Clikka su SAFE CITY

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