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PREVENZIONE AIDS, MARA MAIONCHI TESTIMONIAL NELLO SPOT TV DI GAY HELP LINE

Dopo averla vista criticare i talenti di XFactor e gli allievi della scuola di Amici, ora Mara Maionchi è diventata anche la testimonial di uno spot televisivo per la prevenzione dell’Aids e delle malattie a trasmissione sessuale, per la Gay Help Line.
Lo spot, a cura di Gay Help Line  800 713713 e finanziato dalla Regione Lazio,  ha la regia di Sebastian Maulucci ed Alessandro Guida ed è stato realizzato anche grazie al supporto del Liceo Socrate di Roma e degli studenti di altri licei.
Sarà trasmesso  da oggi 9 aprile sui canali Mtv e Mtv Music. Nel video la Maionchi veste i panni di un professoressa di scuole superiori. E’ la classica situazione di una difficile interrogazione che tutti vogliono sfuggire. Il tema in questione? Le malattie sessualmente trasmissibili come Aids. sifilide e epatite. Ma la prof non trova nessun volontario. Gli studenti si guardano preoccupati sperando che l’insegnante chiami quello più preparato. Da qui lo slogan: “Aids: meglio informarsi”.
«Sono contenta ogni volta che posso prestare la mia attività ad ogni giusta causa. Meno male che esistono associazioni di questo tipo, che si occupano di problemi sociali cosi importanti. Spero che questo spot possa svegliare l’attenzione dei ragazzi», dice Mara Maionchi.
E sì perché questo spot vorrebbe essere un messaggio positivo per i ragazzi.  Come giustamente afferma Rosaria Iardino, presidente di Nps (Network Persone Sieropositive), associazione partner di Gay Help Line, L’attenzione del nostro Paese sui temi della prevenzione dell’Hiv/Aids e’ ancora bassa, tanto che nella classifica europea l’Italia e’ al 27° posto, seguita solo da Romania e Grecia .  Per questo bisogna cercare di fare il possibile per informarsi al meglio
«La prevenzione è fondamentale nella tutela della salute, siamo impegnati in diverse campagne di prevenzione e informazione a tutela della salute di tutti i cittadini e per questo la Regione Lazio sostiene questo spot che ha tutte le caratteristiche per lanciare un messaggio positivo proprio ai giovani», afferma Renata Polverini presidente regione Lazio.
ecco lo spot:

GIOVANI: ANLAIDS LOMBARDIA PROMUOVE SAFESEX

Si chiama Safesex ed è un progetto che ha l’obiettivo di parlare ai giovani europei non solo di sesso, ma anche di affettività, dei sentimenti e delle emozioni che i primi amori suscitano. Il progetto è promosso e coordinato dal Danish Center for Sexual Health Promotion ed è cofinanziato dall’Agenzia Europea per la tutela della salute e dei consumatori.  L’importante e innovativa campagna di’informazione coinvolge: Italia, Austria, Repubblica Ceca, Lituania, Danimarca e Grecia, per una popolazione complessiva di quasi 100 milioni di abitanti.

Il fine è quello di favorire tra i più giovani un atteggiamento positivo e responsabile nei confronti della propria sessualità, parlando dei possibili rischi delle infezioni sessualmente trasmesse, delle gravidanze indesiderate e delle modalità di prevenzione.

 

L’Italia è uno dei paesi europei meno informati in materia di sessualità e prevenzione. Quasi 2 giovani su 5 affrontano il primo rapporto sessuale completamente impreparati e senza protezione, ignari delle malattie a trasmissione sessuale, ormai in grande ascesa. Infatti, circa i due terzi di tutte le malattie sessualmente trasmissibili si presentano negli under  25, perché i rischi per la salute non vengono percepiti tali nel trasgressivo periodo adolescenziale. 

 

Per invertire questa tendenza, Anlaids Sezione Lombarda (Associazione Nazionale per la lotta contro l’Aids) si fa promotore  in Italia della campagna informativa europea Safesex.

 

Per raccogliere il favore dei giovani, migliorando la loro consapevolezza in materia di sesso, il progetto Safesex  si affida ad internet e cellulari: un “ambiente” ricettivo, aperto e attraente per i giovani iternauti con una spiccata predilezione verso le nuove tecnologie.

 

In particolare il progetto prevede: La guida ”sesso sicuro”  per  cellulari

Scaricando la ”Guida Sesso Sicuro” sui loro cellulari, i giovani hanno accesso ad una vasta gamma di informazioni sulla sessualità e sulla salute sessuale. Il download ha un costo simbolico di 1,58 Euro.  I giovani possono inviare un SMS per chiedere consigli agli esperti che collaborano al progetto.

La guida è disponibile in tutte le lingue dei paesi partecipanti. "La guida ” può essere scaricata  gratuitamente dal sito  www.safesexedu.com  o acquistata nell’App Store.

 

Il  sito e il forum on-line di  Safesex

Il sito contiene anche un  forum dove è possibile discutere di sessualità e affettività con altri giovani e con gli esperti  del progetto. Il suo uso è gratuito. Anche il forum è disponibile in tutte le lingue dei paesi partecipanti.

 

Non mancano poi gli incontri gratuiti nelle scuole che prevedono:

L’educazione sessuale fatta dai giovani per  i più giovani:

Grazie al progetto Safesex gruppi di giovani di età compresa tra i 20 ed i 28 anni saranno formati come educatori e  organizzeranno incontri nelle scuole per studenti di età compresa tra i 13 ed i 18 anni. La poca differenza di età,  facilita la comunicazione fra educatori e studenti.

I giovani educatori di Safesex seguiranno un rigoroso programma di formazione e saranno supervisionati da esperti delle organizzazioni partecipanti. I principi cardine  degli incontri saranno: la metodologia Y2Y (Youth to Youth) basata  su un approccio che tiene conto delle differenze di genere e di età, la partecipazione attiva degli studenti, il rispetto della privacy  e delle differenze individuali.

 

Incontri con gli insegnanti:

Formatori qualificati forniranno agli insegnanti  indicazioni e consigli pratici su come affrontare l'educazione sessuale  in chiave moderna e come farne un'esperienza positiva.

AMORE E ADOLESCENZA: IL CONVEGNO DI "NATALE ARCOBALENO" HA PARLATO ANCHE AI PIU' GIOVANI

 Ieri a Palazzo Paolo V, si è tenuto il convegno ‘Amarsi per Amare – il chiaroscuro dell'adolescenza’, curato da Marina Fattore in collaborazione con Lila (Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids), nell'ambito della manifestazione ‘Natale Arcobaleno’. L'incontro è stato voluto per sensibilizzare i giovani al tema dell'Aids e di tutte le malattie sessualmente trasmissibili e per spiegare l'importanza del rispetto e della cura di se stessi e del proprio corpo.

 

“L'amore – ha dichiarato in apertura Annamaria De Divitiis, psicotraumatologa all'Asl di Napoli - è al centro di tutti i nostri interventi. Tutte le sue forme, soprattutto quello per se stessi, hanno in comune quattro elementi fondamentali: premura, responsabilità, rispetto e conoscenza. I giovani dispongono, a livello cognitivo e intellettivo, delle stesse potenzialità di un adulto. Quello che gli manca è, però, l'esperienza. Il messaggio che vogliamo lasciare loro è quello di averne cura”.

 

Ha fatto seguito, poi, l'intervento di Giovanna D'Alessio, infettivologa all'Ospedale Gaetano Rummo di Benevento che ha illustrato i dati allarmanti del crescente numero di soggetti giovani che contraggono malattie gravi, in particolare l'Aids: “Nella nostra provincia un giovane al mese scopre di essere sieropositivo. Purtroppo c'è ancora troppa disinformazione sull'argomento. Tali malattie rappresentano, ancora oggi, un grosso stigma sociale. Per questo i soggetti malati si nascondono per paura di essere emarginati. A causa della disinformazione c'è uno scarso uso del test HIV e ciò non permette una reale sua prevenzione”.

 

A intervenire è stata poi Domilla Viele, ginecologa e collaboratrice della Lilt (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) che ha spiegato, ai giovani presenti in sala, i vari tipi di contraccettivi, il loro uso e la percentuale di successo degli stessi nell'evitare gravidanze indesiderate. L'incontro è stato concluso da Pina Chiavelli, psicologa che da quattro anni cura un progetto alla scuola media Moscati, volto a favorire l'ascolto emotivo e l'elaborazione del proprio vissuto nei giovani e a prevenire l'abuso sessuale: “Stiamo diventando emotivamente analfabeti. Non bisogna aver paura di tirare fuori le proprie paure e i propri tabù. Bisogna responsabilizzare i giovani al rispetto del proprio corpo che non è un oggetto, ma qualcosa da amare e proteggere. Non si deve aver paura di dire ‘no’”.

 

Tali argomenti saranno ripresi e approfonditi in convegni analoghi che partiranno da fine gennaio e interesseranno diverse scuole di Benevento.

 

La Manifestazione Natale Arcobaleno, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Benevento,è giunta alla sua quarta edizione. Negli anni scorsi i programmi più corposi prevedevano un numero maggiore di incontri e concerti natalizi. In passato, infatti, agli eventi musicali e teatrali sono stati affiancati iniziative di carattere sociale.

 

“INSEGNEREMO AI TICINESI LA CULTURA DEL SESSO”

LUGANO – Si scrive PASSI. Si legge Percorsi Affettivi Secondo una Sessualità Integrata. Ti parla delle prime mestruazioni. Del primo bacio, delle carezze, degli sguardi intensi tra adolescenti. E poi ancora del primo rapporto sessuale. Sullo sfondo, i sentimenti, il lato affettivo. Perché oggi è soprattutto quest’ultimo aspetto a mancare, secondo la neonata associazione presentata ieri sera a Lugano. “Manca la cultura del sesso – spiega la coordinatrice di PASSI Fabia Ferrari –. L’atto sessuale è sempre più visto solo come uno sfogo o come qualcosa che ci dà piacere ma che provoca malattie e disagi. Noi puntiamo sulla sessualità integrata. Una sessualità in cui le emozioni, la ragione e il corpo siano elementi collegati tra loro”.

 

Emergenza - PASSI nasce sull’onda di un’urgenza. A identificarla è Fabia Ferrari, animatrice in educazione alla sessualità e all’affettività, in collaborazione con altri professionisti del settore. “I genitori sono sempre più preoccupati – riprende Ferrari –. Sono terrorizzati dalle malattie sessuali. E anche i giovani sono a disagio. La maggior parte di quelli che incontriamo si dichiarano delusi dalle campagne televisive contro l’AIDS, si sentono quasi presi in giro da queste pubblicità banali che non trasmettono assolutamente nulla dal profilo affettivo. Purtroppo il Ticino sembra essersi un po’ chiuso su sé stesso. Siamo arrivati a un punto in cui la mentalità deve cambiare per forza. E solo attraverso la costituzione di un’associazione io e altri miei colleghi avremmo potuto lanciare questo messaggio alle autorità”. L’associazione presenta al pubblico ticinese quanto fatto finora da Fabia Ferrari e da altri professionisti in ambito privato. Proponendo ad esempio i corsi madre-figlia, frequentati da donne con figlie di 11 anni. “In un contesto senza barriere – dice Fabia Ferrari – madre e figlia hanno la possibilità di riflettere sul senso che ha il sesso. Partendo però dai valori. Dal bacio, dal sorriso. Aspetti che, purtroppo, negli ultimi 15 anni sono stati spesso accantonati. Ci sono corsi anche per i ragazzi. E stiamo pensando anche agli omosessuali. È giusto che tutti possano vivere serenamente la propria sessualità”.

 

AIDS e gravidanza - È ancora presto per dire dove potrà arrivare PASSI. Ma Fabia Ferrari prova a fare delle ipotesi: “Il sesso non è una cosa che può farci male. Anche perché nel suo significato originale serve per dare continuità alla specie. Invece oggi lo associamo spesso a cose negative. C’è qualcosa che non va. Basti pensare al messaggio che a volte viene trasmesso nelle scuole: ‘usate il preservativo per evitare l’AIDS e le gravidanze indesiderate’. Capite? AIDS e gravidanza sono messi sullo stesso piano. È ovvio che per una 15enne restare incinta non è proprio il massimo. Ma c’è modo e modo di dire le cose”.  PASSI, sul lungo termine, potrebbe anche beneficiare di un sussidio pubblico per portare avanti il suo messaggio educativo nelle scuole e nelle istituzioni ticinesi. “È uno dei nostri obiettivi – ammette l’esperta –. Finora quando, da privati, tentavamo di parlare di ‘valori’ nelle scuole ci davano quasi dei bacchettoni e rifiutavano le nostre proposte. Adesso che abbiamo fondato un’associazione, e visti anche i risultati deludenti ottenuti dagli altri sistemi, speriamo di avere un po’ più di voce in capitolo”. 

L'AIDS SPIEGATO AI RAGAZZINI DELLA SAN SALVARIO MULTIETNICA

Come si dice "profilattico" in romeno? Che cosa pensano (e che cosa sanno) ragazzi e ragazze di origine marocchina nati a Torino sull'Aids? E qual è la percezione che di questa malattia ha un giovane senegalese?

Da queste domande sono partiti gli educatori e i volontari dell'Asai, l'Associazione di animazione interculturale attiva da tempo in San Salvario (e ora anche in via Gené) per il primo dei momenti di sensibilizzazione in programma quest'anno per gli adolescenti, italiani e stranieri, che frequentano le attività (anche al Ctp Parini e in corso Taranto, dove sono nati doposcuola e gruppi di madri). L'approdo finale sarà, dal 30 novembre, in una serie di piccole mostre (la prima in via Gené 12) basate su manifesti che in tutto il mondo hanno informato sulla malattia e che gli stessi ragazzi hanno scelto e indicato come quelli più efficaci. Lo slogan? "Fai la cosa giusta", debitamente tradotto in 8 lingue.

 

"Abbiamo scoperto molte cose che non sapevamo o davamo per scontate - spiega Paola Cereda, psicologa dell'Asai - La maggior parte di noi era adolescente negli anni Ottanta ed è stata letteralmente bombardata dall'allarme e dalle campagne sull'Aids. Molti degli adolescenti di oggi invece non ne sanno nulla, anzi, qualcuno è addirittura convinto che questa malattia non esista. Poi, però, arrivano la curiosità e l'attenzione".

Non è facile parlare contemporaneamente a chi arriva da culture e tradizioni diverse, ma è proprio questa la filosofia di base di Asai. "Dall'uso delle immagini e del linguaggio pubblicitario siamo arrivati a un linguaggio condiviso - spiega ancora Cereda - che ha coinvolto una trentina di ragazzi in ciascuno dei quattro centri. E, in questo anno scolastico, rifaremo lo stesso percorso anche per parlare di sessualità e di uso e abuso di stupefacenti".

 

L'uso del profilattico, uno dei problemi affrontati in queste settimane, ha fatto emergere altre sorprese: "Le ragazze sembrano più consapevoli e attente dei loro coetanei, che invece conservano ancora il pregiudizio secondo il quale usare il preservativo rende i rapporti meno intensi e piacevoli. Ma, soprattutto, tutti si lamentano che questo sistema di prevenzione è troppo caro per le tasche di un adolescente".

Il 30 novembre, dalle 16,30 in poi, l'inaugurazione della mostra sarà accompagnata dalla testimonianza di un ragazzo sieropositivo, da momenti di giocoleria dedicati al tema e da un rap finale, tentativo di mettere in musica il problema ideato e realizzato dai giovani partecipanti. Poi, la mostra resterà aperta fino al 10 dicembre. Via Gené è, anche, la sede di Cantiere Sos, Scuola oltre la Scuola, dove un'associazione di giovani offre doposcuola per le elementari e le medie, corsi di italiano per minori e adulti e laboratori di vario genere (teatro, danza, sport, giocoleria), mentre le mamme che si ritrovano nella stessa sede insegnano cucito a tutte le interessate.

 

Cantiere Sos è aperto dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19; il sabato dalle 9.30 alle 12.30 e cerca nuovi volontari: l'appuntamento è per il 15 dicembre alle 20, sempre in via Gené, per una serata di festa e di conoscenza reciproca. Ma si possono chiedere informazioni anche scrivendo a cantieresos@gmail.com

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