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LUGANO – Si scrive PASSI. Si legge Percorsi Affettivi Secondo una Sessualità Integrata. Ti parla delle prime mestruazioni. Del primo bacio, delle carezze, degli sguardi intensi tra adolescenti. E poi ancora del primo rapporto sessuale. Sullo sfondo, i sentimenti, il lato affettivo. Perché oggi è soprattutto quest’ultimo aspetto a mancare, secondo la neonata associazione presentata ieri sera a Lugano. “Manca la cultura del sesso – spiega la coordinatrice di PASSI Fabia Ferrari –. L’atto sessuale è sempre più visto solo come uno sfogo o come qualcosa che ci dà piacere ma che provoca malattie e disagi. Noi puntiamo sulla sessualità integrata. Una sessualità in cui le emozioni, la ragione e il corpo siano elementi collegati tra loro”.

 

Emergenza - PASSI nasce sull’onda di un’urgenza. A identificarla è Fabia Ferrari, animatrice in educazione alla sessualità e all’affettività, in collaborazione con altri professionisti del settore. “I genitori sono sempre più preoccupati – riprende Ferrari –. Sono terrorizzati dalle malattie sessuali. E anche i giovani sono a disagio. La maggior parte di quelli che incontriamo si dichiarano delusi dalle campagne televisive contro l’AIDS, si sentono quasi presi in giro da queste pubblicità banali che non trasmettono assolutamente nulla dal profilo affettivo. Purtroppo il Ticino sembra essersi un po’ chiuso su sé stesso. Siamo arrivati a un punto in cui la mentalità deve cambiare per forza. E solo attraverso la costituzione di un’associazione io e altri miei colleghi avremmo potuto lanciare questo messaggio alle autorità”. L’associazione presenta al pubblico ticinese quanto fatto finora da Fabia Ferrari e da altri professionisti in ambito privato. Proponendo ad esempio i corsi madre-figlia, frequentati da donne con figlie di 11 anni. “In un contesto senza barriere – dice Fabia Ferrari – madre e figlia hanno la possibilità di riflettere sul senso che ha il sesso. Partendo però dai valori. Dal bacio, dal sorriso. Aspetti che, purtroppo, negli ultimi 15 anni sono stati spesso accantonati. Ci sono corsi anche per i ragazzi. E stiamo pensando anche agli omosessuali. È giusto che tutti possano vivere serenamente la propria sessualità”.

 

AIDS e gravidanza - È ancora presto per dire dove potrà arrivare PASSI. Ma Fabia Ferrari prova a fare delle ipotesi: “Il sesso non è una cosa che può farci male. Anche perché nel suo significato originale serve per dare continuità alla specie. Invece oggi lo associamo spesso a cose negative. C’è qualcosa che non va. Basti pensare al messaggio che a volte viene trasmesso nelle scuole: ‘usate il preservativo per evitare l’AIDS e le gravidanze indesiderate’. Capite? AIDS e gravidanza sono messi sullo stesso piano. È ovvio che per una 15enne restare incinta non è proprio il massimo. Ma c’è modo e modo di dire le cose”.  PASSI, sul lungo termine, potrebbe anche beneficiare di un sussidio pubblico per portare avanti il suo messaggio educativo nelle scuole e nelle istituzioni ticinesi. “È uno dei nostri obiettivi – ammette l’esperta –. Finora quando, da privati, tentavamo di parlare di ‘valori’ nelle scuole ci davano quasi dei bacchettoni e rifiutavano le nostre proposte. Adesso che abbiamo fondato un’associazione, e visti anche i risultati deludenti ottenuti dagli altri sistemi, speriamo di avere un po’ più di voce in capitolo”. 

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