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laboratorioUna variante in provetta di Aids può infettare.
E purtroppo è la realtà che ha colpito un ricercatore durante la sua permanenza in uno dei più grandi istituti europei di ricerca.
Ad annunciarlo proprio gli scienziati riunitosi nella conferenza annuale sui Retrovirus (CROI) che purtroppo, oltre ai risultati sugli ultimi metodi di ricerca, hanno dovuto raccontare questa triste vicenda. 
Purtroppo per tante battaglie vinte e per gli sviluppi contro l’Hiv/Aids  e le malattie infettive correlate. Durante questo evento che si tiene nella città di Boston è emersa la tragica notizia che un ricercatore è stato infettato da una variante in provetta dell’Aids.
Studiare l'Aids e l’Ebola è diventato pericoloso? Pare di sì. E i livelli di pericolosità sono diversi. Non si capisce poi come è stato trasmesso in questo caso l'agente infettivo. Il ricercatore infettato aveva solo creato modelli del virus che non sono infettivi, ma evidentemente è tutto il contrario. Altro che nuove terapie, vaccini e test diagnostici, qualcosa è andato storto e la variante in provetta del virus dell’Aids  unendosi a una proteina ha dato il via a una veicolazione della malattia inspiegabile. 
 
Nessuno è in grado ancora di dire come il ricercatore si sia infettato, anche perché lui affermerebbe di non aver subito alcun incidente tipo la rottura di un guanto o la puntura di un ago intaccato dal virus. E allora come può essere accaduto? Mentre tutti i ricercatori del mondo se lo chiedono il ricercatore infettato dopo i primi tre anni senza terapie, sta intervenendo con le cure apposite. 
Eppure le strade sono due: o l'ha contratto dal dentista o per rapporto sessuale, oppure in laboratorio non si sa come.

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