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Nei paesi occidentali il rischio di trasmisione  per via perinatale del virus hiv è quasi totalmente risolto. Finalmente una buona notizia per tutti quei genitori hiv+ che desiderano avere dei bambini. Lo stesso non accade per le popolazioni piú disagiate, quindi non dimentichiamoci di tutti quei bambini che ancora oggi, in Africa, muoiono per colpa dell'hiv.

MEDICINA: PERCHE' ALCUNI BAMBINI SIEROPOSITIVI NON CONTRAGGONO L'AIDS?

Banner-HIV-orphans-MalawiUn nuovo studio spiega il quadro clinico di alcuni bambini sieropositivi mai trattati farmacologicamente, che non sviluppano l'AIDS.
La ricerca è stata condotta presso la Ludwig-Maximilians Universitaet di Monaco (LMU), pubblicata all'inizio di questo mese su Science Translational Medicine. L'articolo si intitola “Nonprogressing #hiv-infected children share fundamental immunological features of nonpathogenic SIV infection” e mostra che il sistema immunitario di alcuni bambini sieropositivi controlla il virus in modo diverso da quello degli adulti. Anche quando gli adulti non si ammalano.
I risultati sono molto importanti in quanto sconfiggere la malattia del secolo è uno degli obiettivi primari della ricerca in campo medico e farmacologico. Le ultime notizie provenienti dall'Inghilterra sembrano confortanti, in quanto sono stati fatti significativi passi avanti nella definizione di terapie profilattiche e retrovirali in grado di debellare il virus.

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NATI TROPPO PRESTO: HIV - AIDS PREMATURITA' IN AFRICA

La battaglia contro l’HIV/AIDS è uno degli 8 obiettivi dei Millennium Development Goals 2015. Obiettivo che è opportuno ricordare anche nella giornata internazionale contro la prematurità, il 17 novembre 2012, per la forte correlazione che esiste fra l'HIV e questo fenomeno. Ogni anno, prima della fine della 37ª settimana di gestazione, nascono circa 15 milioni di bambini. Di questi, 1.1 milioni muoiono entro il primo anno di vita, secondo le stime pubblicate dall' OMS (Born too soon: The global action report on preterm birth, 2012).


L’HIV/AIDS, insieme alla malaria e ad altre infezioni materne, rimane una delle cause di nascita pre-termine soprattutto in Africa. Combattere l’AIDS vuol dire quindi ridurre la prematurità e con queste la mortalità neonatale. Quale può essere la strada per giungere presto ad una riduzione di questo fenomeno? Secondo l'OMS la via maestra è la prevenzione ed il trattamento con i farmaci antiretrovirali, prima e durante la gravidanza nelle donne HIV+. Garantire l’assistenza prenatale a tutte le donne in stato di gravidanza, includendo screening, diagnosi e trattamento di infezioni, tra cui infezione da HIV è il modo migliore per ridurre drasticamente la mortalità infantile e la prematurità. Questo è ciò che sta già avvenendo tramite programmi di prevenzione prenatale e cura dell’HIV/AIDS che lavorano in diversi paesi dell’Africa sub-sahariana, come nel programma DREAM.

Leggi il resto della storia su : www.no-aids-in-africa.org

GUINEA BISSAU: LATTE E FARMACI CONTRO L'AIDS

Grazie ai fondi raccolti durante la sesta edizione di "Babbo Natale per un giorno", l'appuntamento annuale organizzato da "aiutare i bambini" in vista del Natale per sensibilizzare il grande pubblico sui progetti che necessitano aiuto, è stato possibile finanziare il progetto in Guinea Bissau "Latte e pappe per salvare i bambini dall'Aids". L'intervento ha l'obiettivo di diminuire la trasmissione verticale del virus HIV da madre a figlio prima, durante e dopo il parto.

Gli oltre 1.000 volontari scesi in piazza in tutta Italia nel novembre 2010 sono riusciti a raccogliere 44.000 euro, al netto dei costi di organizzazione dell'evento.
Questo prezioso contributo sta permettendo di offrire un aiuto concreto ai bambini.

 

Il finanziamento di "aiutare i bambini" ha permesso di fornire il latte ad un totale di 75 bambini (25 neonati e 50 oltre i nove mesi). Rispetto all'anno scorso (81 bambini sostenuti in totale), il numero di neonati aiutati è stato diminuito laddove il prezzo del latte pediatrico era esorbitante, in modo da aumentare il latte che favorisce la diminuzione della morbilità e mortalità nei bambini fino a 36 mesi.

 

Nell'ultimo semestre il numero dei bambini che hanno ricevuto latte grazie alla Fondazione "aiutare i bambini" è leggermente diminuito, a causa di un aumento dei prezzi. Mentre quello del Vitalait (latte in polvere per bambini già svezzati e adulti) si mantiene sui livelli dell'anno scorso, il prezzo del latte pediatrico è più che duplicato, poiché con all'incirca la stessa cifra (26.500 CFA) si possono acquistare solo la metà delle confezioni rispetto all'anno precedente (12 invece che 24). La ragione dell'aumento sembra consistere nella scarsa reperibilità dell'articolo.

 

Tuttavia, il partner locale aveva provveduto ad accumulare uno stock iniziale, pagato molto meno rispetto ai prezzi attuali, che ha permesso di non sospendere il servizio negli ultimi due mesi, in cui i due tipi di latte pediatrico presenti sul territorio sono entrati in rottura di stock.


In ogni caso, si segnala che la diminuzione di neonati allattati con latte pediatrico è dettata dai nuovi protocolli, secondo cui, attraverso la tri-terapia, è possibile allattare al seno senza trasmettere il virus HIV. Perciò, il latte pediatrico è stato distribuito solo alle donne che sono arrivate troppo tardi o a quelle senza latte materno.

 

Per quanto riguarda l'opera degli attivisti, negli ultimi sei mesi sono state eseguite un totale di 592 visite di assistenza domiciliare, presso un numero di madri o future madri che è variato nei mesi da 90 a 106. L'intervento ha raggiunto più di 500 bambini e 68 nascituri in famiglie sieropositive.


Sebbene il latte non sia mai sufficiente, il partner locale rileva un'altra emergenza riguardante soprattutto i bambini dopo lo svezzamento.
Il Paese è, infatti, in continua rottura di stock anche per i farmaci.

I medici locali indicano che l'azione congiunta di latte e farmaci sia una strategia efficace, nel senso che il beneficio di un elemento è complementare e rafforza quello dell'altro. Per questo motivo, l'associazione "Cielo e terre" richiede alla Fondazione "aiutare i bambini" di convertire all'incirca il 40% dei fondi destinati al latte in fondi per creare uno stock di farmaci essenziali (antibiotici, antimalarici, antipiretici, antinfiammatori). Statisticamente, i due elementi insieme sono più efficaci, mentre talvolta la mancanza di uno o dell'altro può rendere l'intervento meno utile. Se, da un lato, del latte possono beneficiare quasi esclusivamente i bambini fino al 36° mese (circa 600), i farmaci sono utili e necessari anche per i bambini fino ai 5 anni, che sono altrettanto numerosi, per un totale di 1.200 bambini.


Potrebbero essere meno i bambini che riceveranno latte, ma, secondo il responsabile, Oscar Bosisio, la possibilità di ridurre mortalità e morbilità aumenta.

L'obiettivo è aumentare la qualità e la durabilità dell'intervento a scapito di un aumento del numero dei beneficiari, che risulterebbero però più vulnerabili.


Grazie ancora a tutti i volontari e i sostenitori che ci hanno aiutato a realizzare questo importante evento per aiutare i bambini in Guinea Bissau!

BIMBI SANI DA GENITORI SIEROPOSITIVI CON LA FECONDAZIONE ASSISTITA

Reggio Emilia - Ogni anno, nel centro per la procreazione medicalmente assistita del prof. Giovanni Battista La Sala, vengono alla luce una ventina di bambini figli di padre o madre sieropositivi. I neonati sono sani, ma la fecondazione artificiale si è resa necessaria proprio perché i genitori sono sierodiscordanti, cioè uno sano e l’altro sieropositivo, per cui i rapporti sessuali possono aver luogo solo in modo protetto, al fine di evitare il contagio.

  

La collaborazione permanente tra il centro di La Sala e la divisione di malattie infettive dell’arcispedale diretta da Giacomo Magnani ha generato un interessante convegno, in programma all’hotel Classic, su “Salute riproduttiva: dalle infezioni alla fecondazione medicalmente assistita”.

  

Magnani è responsabile scientifico dell’assise che prevede la partecipazione di diversi professionisti del Santa Maria Nuova e di ospedali dell’intera regione. Il numero delle persone sieropositive è in costante aumento rispetto a quelle affette da Aids conclamato non tanto perché sono aumentati i casi di contagio quanto perché i giovani sieropositivi che si curano regolarmente hanno ormai aspettative di vita simili a quelle dei non contagiati.

  

Diminuisce cioè la percentuale dei sieropositivi che arrivano ad essere colpiti da Aids conclamato, a patto che assumano il quotidiano cocktail di farmaci loro prescritto.

 

Le nuove terapie antiretrovirali hanno infatti rivoluzionato il trattamento delle infezioni da Hiv. Il convegno  non esaminerà comunque soltanto la fecondazione assistita in coppie affette da Hiv, ma anche dal virus dell’epatite C. Si parlerà pure dell’infezione da papilloma virus e delle infezioni da toxoplasma, da citomegalovirus, da sifilide e da herpes in gravidanza.

SALUTE E ISTRUZIONE

La salute è un elemento importante nello sviluppo delle società. In quest’ambito l’istruzione gioca un ruolo chiave di sensibilizzazione. Gli studenti che hanno una buona conoscenza delle proprie condizioni di salute e dell’igiene possono migliorare le proprie condizioni di vita, quelle delle loro famiglie e della loro comunità. E’ il tema di questa puntata.

 

Cina, una scuola per i bambini sieropositivi

Nella provincia di Henan si stima che migliaia di persone siano contagiate dal virus che causa l’Aids.

Negli anni novanta circa un milione di persone sono rimaste infettate dall’Hiv per un programma di raccolta e vendita di sangue non adeguatamente controllato. Con conseguenze disastrose, migliaia di morti e centinaia di migliaia di orfani.

I bambini positivi all’Hiv hanno la possibilità di vivere una vita normale e non sentirsi più respinti grazie alla Hong Kong Alliance Against Aids, un’organizzazione che ha fondato una scuola per insegnare ai bambini cos‘è questa malattia, come proteggersi e come evitare di contagiare gli altri.


Etiopia, l’educazione sanitaria attraverso un cartone animato

In Etiopia l’educazione sanitaria è una grande sfida. Oltre la metà dei bambini non va a scuola secondo stime Unicef. Il pupazzo Tsehai è riuscito a raggiungere questi bambini, a insegnare loro i principi base della salute e dell’igiene. “Tsehai Loves Learning” è un programma tv ideato da una giovane insegnante, Bruktawit Tigabu.

Tsehai insegna ad esempio ai bambini che bisogna bollire l’acqua prima di berla. Gli episodi del programma, prodotti anche con il sostegno dell’Unesco, vengono ceduti gratuitamente alla televisione pubblica o prioiettati all’interno delle comunità dove non esistono le tv.

 

Amsterdam, a lezione in ospedale

Ad Amsterdam bambini malati da tempo possono studiare con continuità in ospedale. Grazie a un team interdisciplinare di insegnanti che dà lezione ai piccoli pazienti dell’ospedale principale della città.

Tra di loro c‘è Kristina, 16 anni, malata di insufficienza renale da quando è nata e costretta a sottoporsi a dialisi quattro volte a settimana. Le lezioni in ospedale possono aiutarla a non restare indietro. Gli studi possono inoltre contribuire al recupero del paziente, secondo il capo della struttura educativa dell’ospedale.

 

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