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In questa sezione riportiamo le notizie più recenti relative al problema AIDS.

Puoi aiutarci se vuoi! Se sei in possesso di qualche articolo appena uscito su tale tema invialo al responsabile dell'area informativa: Davide.
Se poi vorrai potrai diventare un nostro VIRTUAL EDITOR per sapere come fare, contatta la nostra Redazione.

UNA TELEFONATA SMASCHERA I DENTISTI SIEROPOSITIVI

 

dentistaUn dentista francese su 3 dice no ai clienti sieropositivi. A scoprire l’atteggiamento di timore ed esitazione dei professionisti d’Oltralpe è stata l’associazione Aides. Che ha contattato telefonicamente 440 studi.

I finti pazienti chiedevano un appuntamento e poi specificavano di avere l’HIV. Al momento della scoperta, dopo attimi di imbarazzante silenzio, a molti è stata negata la visita adducendo scuse che vanno dalla mancanza di adeguati strumenti fino alla non esperienza nel trattamento di casi simili.

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HIV E SIFILIDE, ORA LA DIAGNOSI PASSA ANCHE DALLO SMARTPHONE

smartphone

 

HIV e sifilide, ora la diagnosi passa anche dallo smartphone

 

Un mini accessorio che si connette al cellulare esegue un accurato esame del sangue e promette la diagnosi in 15 minuti.

Ormai ci siamo abituati all'idea: con lo smartphone si può fare di tutto. Ma anche fare un esame del sangue e diagnosticare un'infezione? Sembrerebbe di sì, grazie a un piccolo accessorio progettato dal Dipartimento di Ingegneria della Columbia University di New York. Si tratta di  un device che si collega al cellulare e in un quarto d'ora esegue un test del sangue, rivelando se ci sono tracce di sifilide o del virus dell'HIV.

Ma vediamo di capirci qualcosa di più.

 

COME È FATTO. Formato tascabile, semplice da usare: il dispositivo ideato da Samuel S. Kia  e dai suoi colleghi della Columbia Engeneering si tiene comodamente in una mano e si aggancia al cellulare o al computer attraverso il jack audio. È compatibile con qualunque dispositivo mobile in vendita sul mercato, che giri con iOS o con Android. Il consumo è minino, perché l'energia di cui necessita la prende direttamente dallo smartphone.

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MIRACOLO DI NATALE

 

Takunda alle superiori 002

C’è sicuramente molta retorica nel “sentire il vero spirito del Natale”. Soprattutto quando è solo un modo di dire. Ma, lo dico da laico, i miracoli esistono. Ecco la prova. Quello che vedete è Takunda (che significa, letteralmente, “abbiamo vinto”). E’ il primo bambino nato sano da mamma sieropositiva all’ospedale Saint Albert in Zimbabwe. Takunda ora va alle superiori. Ed è in ottima salute. E’ stata la dimostrazione che l’Hiv si potesse sconfiggere. E che lo si potesse fare in uno dei posti più poveri dell’Africa. E, come ho detto spesso, se non è un miracolo questo, non so cosa lo sia. E voi, amici miei, siete stati gli artefici di questo miracolo. Non credo esista un mo
do migliore per augurarsi buon Natale. 

I FIGLI NEGATI

87876La sterilizzazione forzata vìola il diritto alla maternità e comporta un grave trauma psicologico per le donne sieropositive

“Perché vuoi avere un figlio se sai di essere malata?”. Per le donne sieropositive, non è raro sentirsi rivolgere questa domanda. Glielo chiedono amici e parenti, ma anche dottori e infermieri.

In molte parti del mondo l'idea che una donna affetta da Hiv possa mettere al mondo un bambino non è socialmente accettata. E quando le donne non rinunciano di loro spontanea volontà ad avere un figlio, in alcuni ospedali si ricorre a una soluzione estrema: la sterilizzazione forzata.

Emilia Handumbo è una donna namibiana sieropositiva. Nonostante i medici avessero cercato di scoraggiarla, ha deciso di avere un figlio. Racconta di aver firmato i documenti per la sterilizzazione poco prima di partorire in un ospedale pubblico, senza rendersi conto a cosa stesse andando incontro.

“Pensavo fosse soltanto un'autorizzazione per il parto cesareo”, dice Emilia in un'intervista alla Cnn. “Ma poi l'infermiera ha detto che stavano per chiudermi e ho capito di aver firmato un documento che mi obbligava a essere sterilizzata”.

Grazie ai trattamenti anti-Aids, il bambino di Emilia è nato sano e non è portatore del virus Hiv. Ma la donna non potrà avere altri figli: dopo il parto è stata sottoposta a un intervento di chiusura delle tube, un tipo di sterilizzazione irreversibile.

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TV E AIDS: NON PERDETEVI "THE NORMAL HEART"

movie 1Siete fra coloro che lo scorso 19 settembre si sono rivisti per l’ennesima volta il film di Jonathan Demme Philadelphiaandato in onda su La7? O forse siete andati al cinema a vedere, mesi fa, il notevole Dallas Buyers Club? Datemi retta: stasera non uscite di casa e cercate di mettervi davanti a un televisore che abbia Sky Cinema 1.

Non ve ne pentirete, ma preparate i fazzoletti come nemmeno ai tempi di Voglia di tenerezza. Alle 21.10 di oggi, infatti, in prima visione tv per l’Italia, il canale per cinefili trasmette la pellicola statunitense The Normal Heart, adattamento per la regia di Ryan Murphy della omonima commedia teatrale di Larry Kramerche racconta come iniziò l’epidemia di Aids in America. Kramer è un nome noto agli amanti della letteratura contemporanea statunitense: è infatti l’autore del discusso romanzo Faggotsche nel 1978 fu uno dei primi best-seller della letteratura gay mondiale.

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