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World-AIDS-Day-BannerNEW YORK, 7 GIUGNO – Un sogno contro l’incubo dell’AIDS. Dal Malawi, Pacem Kawonga porterà all’ONU la sua testimonianza di donna sieropositiva ma anche coordinatrice del lavoro di DREAM nel suo paese vincendo lo stigma e la discriminazione legati alla malattia.

Esperienze personali di vita, di lotta, di privazione ma anche di riscatto che Pacem, oggi madre di due figli grazie alle cure ricevute, portera’ alle Nazioni Unite nei giorni delle riunioni ad alto livello sulla lotta all’AIDS a fianco del vice ministro degli esteri Mario Giro e di Giovanni Guidotti e Stefano Orlando della Comunita’ di Sant’Egidio, la ong di ispirazione cattolica che ha dato vita al progetto DREAM.

DREAM, che all’ONU verra’ presentato in un side-event sulle best practices di risposta efficace all’AIDS, è nato nel 2002 per contrastare la diffusione della malattia in Africa. Un modo per rendere possibile e accessibile, non solo la terapia antiretrovirale, ma anche tutto il complesso di misure e fattori per farla funzionare: educazione alla salute, sostegno nutrizionale, diagnostica avanzata, formazione del personale, contrasto della malaria, della tubercolosi, delle infezioni opportunistiche e soprattutto della malnutrizione.

La terapia ha reso più efficace la stessa pratica della prevenzione. Oggi, non si ha più paura del test, angoscia di conoscere quello che, prima, era una dichiarazione di morte anticipata: sapere diventa proteggere se stessi e gli altri. “Quando abbiamo cominciato a muovere i primi passi, il sogno di portare la terapia dell’AIDS in Africa era considerato da molti come un’utopia, un progetto bello, ambizioso ma irrealizzabile”, spiega Sant’Egidio sul sito dedicato di DREAM. Negli anni l’interesse globale e i finanziamenti alla lotta contro la malattia, hanno portato a una migliore possibilità di diagnosi e cura in molte aree del mondo tra cui l’Africa e allo sviluppo di nuovi gruppi di farmaci. Oggi, dopo oltre un decennio, grazie anche all’intervento di DREAM, è ormai possibile prevenire e curare l’HIV/AIDS in tutti i paesi africani.

Il Malawi, da cui viene e dove lavora Pacem aiutando migliaia di donne nelle sue condizioni, e’ un caso esemplare. Lo scorso agosto l’organizzazione ha festeggiato i dieci anni dall’apertura del primo centro nell’area rurale di Mtengo wa Ntengha alla presenza di  pazienti e autorita’, tra cui la paziente “numero uno”, oggi in buona salute e mamma di due bambini sani nati all’interno del programma.  Fino al 2014 DREAM e’ stato sostenuto dai finanziamenti di Banca Intesa San Paolo e Fondazione Cariplo.

I primi passi e lo spirito di DREAM in Malawi sono raccontati anche in “Un domani per i miei bambini”, l’autobiografia di Pacem Kawonga  pubblicata da Piemme in italia e tradotta anche in spagnolo, tedesco e inglese. Pacem e’ stata una delle prime pazienti del centro, e’ stata la prima testimonial in giro per il paese e oggi coordina il centro di cura a Mtengo oltre ad essere la responsabile del movimento I DREAM che raccoglie migliaia di sieropositivi.

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