L'assistenza domiciliare
Per risolvere il problema della crescita dei costi di assistenza le autorità sanitarie sono intervenute introducendo delle regole utili a stabilire quali fossero i malati con "diritto" al servizio di assistenza domiciliare effettuando una "selezione" in base ad alcune caratteristiche.
Può usufruire dell'Assistenza domiciliare:
È necessario anche avere un alloggio idoneo ad accogliere un malato in gravi condizioni cliniche e deve esserci una persona di riferimento per l'associazione che si occupa dell'assistenza domiciliare.
DIFFICOLTA' DI APPLICAZIONE DELLA LEGGE
Questo tipo di assistenza, che dovrebbe costituire il modello ottimale, negli ultimi anni ha subito un rallentamento nella sua applicazione a causa di una serie di problemi principalmente di carattere economico. Un problema è legato alla gestione dell'assistenza domiciliare ed alla lenta applicazione della Legge 135/90 è causato dal fatto che si è passati da un'assistenza affidata, dapprima, quasi esclusivamente alle associazioni di volontariato ad un servizio attivato dai SERT (Servizi di tossicodipendenza), o dai Distretti, mediante l'assistenza domiciliare integrata (già utilizzata per altre patologie).
L'applicazione della Legge in questo senso, purtroppo, non è stata effettuata tenendo conto delle necessità del paziente, ma è stata dettata, e lo è tutt'ora, unicamente da decisioni prese dalle ASL a seconda delle disponibilità territoriali. Tutto ciò crea, sia ai malati che agli enti, difficoltà nella cura e nella gestione: perché i pazienti vengono assegnati ai Sert o ai Distretti in modo del tutto causale, non tenendo conto delle vere necessità e del fatto che i Sert sono più preparati a gestire pazienti HIV positivi e con problemi legati alle dipendenze (droga, alcol, ecc), mentre il personale dei Distretti è più abituato a seguire i malati terminali.
Altre difficoltà riguardano il reperimento dei farmaci ad uso ospedaliero: in sostanza vi è un problema nello stabilire se i farmaci, necessari a mantenere sotto controllo determinati sintomi, devono essere forniti dalle ASL o se invece dovrebbero essere previste delle convenzioni con Aziende sanitarie che hanno in funzione un'Unità di malattie infettive.
E ancora un problema legato all'informazione e formazione del personale che si occupa dell'assistenza domiciliare e degli stessi famigliari del paziente che devono ricevere le giuste indicazioni per restare accanto ad un malato con problematiche particolari.
Per comprendere quali siano le motivazioni che hanno portato all'insorgere delle divergenze nell'applicazione della legge bisogna tener presente anche questo fenomeno: i notevoli progressi nel campo della ricerca hanno contribuito ad alzare la vita media dei pazienti con conseguente aumento della richiesta di cure domiciliari.
I cambiamenti e l'evoluzione della malattia, quindi, hanno apportato delle modifiche anche nelle necessità dei pazienti, perché il miglioramento delle loro condizioni fisiche fa si che non richiedano più solo cure domiciliari, ma assistenza al reintegro nei settori lavorativi e sociali ed assistenza per il loro benessere psichico, che possono essere attuati solo vincendo i timori di chi deve interagire con loro.
Può usufruire dell'Assistenza domiciliare:
- Chi si trova nella fase terminale della malattia e non necessita di ulteriori ricoveri
- Chi, per ridotta autonomia funzionale o per dificoltà territoriali, si trova nell'incapacità (temporanea o permanente) di avvalersi del servizio ambulatoriale o di day hospital;
- Chi è affetto da AIDS dementia complex;
- Chi è affetto da emiparesi, paraparesi, tetraparesi;
- Chi è affetto da psicosi o gravi turbe psichiche;
- Pazienti con problemi sociali, per esempio: madri con bambini sotto l'anno di età, detenuti agli arresti domiciliari.
È necessario anche avere un alloggio idoneo ad accogliere un malato in gravi condizioni cliniche e deve esserci una persona di riferimento per l'associazione che si occupa dell'assistenza domiciliare.
DIFFICOLTA' DI APPLICAZIONE DELLA LEGGE
Questo tipo di assistenza, che dovrebbe costituire il modello ottimale, negli ultimi anni ha subito un rallentamento nella sua applicazione a causa di una serie di problemi principalmente di carattere economico. Un problema è legato alla gestione dell'assistenza domiciliare ed alla lenta applicazione della Legge 135/90 è causato dal fatto che si è passati da un'assistenza affidata, dapprima, quasi esclusivamente alle associazioni di volontariato ad un servizio attivato dai SERT (Servizi di tossicodipendenza), o dai Distretti, mediante l'assistenza domiciliare integrata (già utilizzata per altre patologie).
L'applicazione della Legge in questo senso, purtroppo, non è stata effettuata tenendo conto delle necessità del paziente, ma è stata dettata, e lo è tutt'ora, unicamente da decisioni prese dalle ASL a seconda delle disponibilità territoriali. Tutto ciò crea, sia ai malati che agli enti, difficoltà nella cura e nella gestione: perché i pazienti vengono assegnati ai Sert o ai Distretti in modo del tutto causale, non tenendo conto delle vere necessità e del fatto che i Sert sono più preparati a gestire pazienti HIV positivi e con problemi legati alle dipendenze (droga, alcol, ecc), mentre il personale dei Distretti è più abituato a seguire i malati terminali.
Altre difficoltà riguardano il reperimento dei farmaci ad uso ospedaliero: in sostanza vi è un problema nello stabilire se i farmaci, necessari a mantenere sotto controllo determinati sintomi, devono essere forniti dalle ASL o se invece dovrebbero essere previste delle convenzioni con Aziende sanitarie che hanno in funzione un'Unità di malattie infettive.
E ancora un problema legato all'informazione e formazione del personale che si occupa dell'assistenza domiciliare e degli stessi famigliari del paziente che devono ricevere le giuste indicazioni per restare accanto ad un malato con problematiche particolari.
Per comprendere quali siano le motivazioni che hanno portato all'insorgere delle divergenze nell'applicazione della legge bisogna tener presente anche questo fenomeno: i notevoli progressi nel campo della ricerca hanno contribuito ad alzare la vita media dei pazienti con conseguente aumento della richiesta di cure domiciliari.
I cambiamenti e l'evoluzione della malattia, quindi, hanno apportato delle modifiche anche nelle necessità dei pazienti, perché il miglioramento delle loro condizioni fisiche fa si che non richiedano più solo cure domiciliari, ma assistenza al reintegro nei settori lavorativi e sociali ed assistenza per il loro benessere psichico, che possono essere attuati solo vincendo i timori di chi deve interagire con loro.
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