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In questa sezione puoi trovare tutti gli aggiornamenti in tempo reale che riusciamo a reperire sugli sviluppi e l'entrata in commercio di nuovi farmaci per la cura dell'AIDS. Se sei al corrente di novità al riguardo ti invitiamo a collaborare con noi inviando a Davide le notizie in tuo possesso!

UNA PILLOLA PER PREVENIRE L'HIV

 

pilloleI tassi di infezione da HIV sono in aumento. Ma può un nuovo tipo di trattamento farmacologico evitare di contrarre la malattia?

Per decenni, gli operatori sanitari si sono concentrati nel raccomandare di usare sempre il preservativo come strumento principale contro la diffusione del virus HIV e di altre infezioni a trasmissione sessuale.

 

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HIV, PIU' DI 15 MILIONI TRATTATI CON GLI ANTIRETROVIRALI

light-virus-1Lo annuncia Unaids nel suo ultimo rapporto

Gli sforzi e gli investimenti mirati a rendere disponibili i farmaci antiretrovirali in tutto il mondo hanno permesso di tagliare entro la fine del 2015 il traguardo dei 15 milioni di pazienti con Hiv trattati.

Ad annunciarlo è l'agenzia per la lotta all'Hiv/Aids delle Nazioni Unite (Unaids), che in un report pubblicato nella giornata del 14 luglio ha annunciato che l'obiettivo è stato raggiunto a marzo, 9 mesi prima delle previsioni. 

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SCOPERTI A MILANO 2 BERSAGLI PER COMBATTERE INFEZIONE

805746195927332241Identificati due nuovi bersagli farmacologici per combattere l'infezione da HIV nel sistema nervoso centrale. Ad annunciarlo e' stato un gruppo di riceractori dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano in uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science. Il virus HIV, causa della AIDS, infetta i linfociti T e altre cellule del sistema immunitario umano, tra cui i macrofagi, che svolgono un ruolo complementare ai linfociti T. Essi sono un bersaglio importante per il virus perche', a differenza dei linfociti T, non muoiono in seguito all'infezione e sono i principali responsabili della sua propagazione verso il cervello che provoca un'encefalite mortale, associata a un quadro di demenza simile alla malattia di Alzheimer.

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JOINT VENTURE PER UNA NUOVA TERAPIA CONTRO L’HIV

ViralReservoirViiV Healthcare e Janssen hanno comunicato d'aver raggiunto un accordo per lo sviluppo e la commercializzazione di un farmaco che combini in una singola compressa dolutegravir, inibitore dell’integrasi di ViiV e rilpivirina, un inibitore non-nucleosidico della trascrittasi inversa di Janssen.

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AIDS. SCOVATA LA MUTAZIONE CHE ELIMINA LA FARMACORESISTENZA

Si chiama 172K, è un polimorfismo del virus Hiv e rende l'agente patogeno più sensibile alle terapie antiretrovirali: la scoperta non ha effetto sulla normale attività dell'Hiv, ma lo rende suscettibile alle due classi di farmaci, NRTI e NNRTI, che vengono usate per trattare i pazienti sieropositivi.

 

14 SET - Tra le cose che rendono così difficile trovare un vaccino per il virus Hiv, c'è il fatto che questo agente patogeno ha una variabilità genetica molto alta, ovvero può contenere decine di mutazioni diverse e cambia a una velocità molto alta. Ma una di queste mutazioni è – almeno dal punto di vista di chi vuole sconfiggere la malattia – leggermente migliore delle altre: il polimorfismo chiamato 172K, infatti, rende alcuni virus più suscettibili al trattamento rispetto ad altri. La ricerca che ne parla, condotta dall'Università del Missouri, è pubblicata su Journal of Biological Chemistry e promette di aiutare i medici a sviluppare un regime farmacologico ancor più efficace contro la patologia.

L'Hiv è un retrovirus, il che vuol dire che usa un enzima chiamato Dna polimerasi per creare copie del suo codice genetico: queste copie sono poi inserite nei geni della 'vittima', dove il virus dirotta gli ingranaggi cellulari in modo da riprodurre se stesso. Due classi di sostanze – gli antiretrovirali – sono ritenute efficaci nel bloccare questo meccanismo: gli inibitori nucleosidici delle trascriptasi inverse (nucleoside reverse transcriptase inhibitors – NRTI) e quelli non-nucleosidici (non-nucleoside reverse transcriptase inhibitors - NNRTI). Tuttavia, alcune forme di Hiv hanno sviluppato resistenza a tutti i tipi di farmaco. I ricercatori hanno oggi scoperto che il polimorfismo 172K è capace di sopprimere questa tolleranza in entrambi i casi, permettendo sia agli NRTI e agli NNRTI di funzionare meglio. "Pensiamo che circa il 3% dei ceppi presentino questa mutazione", ha spiegato Stefan Sarafianos, co-autore dello studio. Il polimorfismo è ritenuto il primo che riesce a bloccare la resistenza a tutte le famiglie di farmaci.

Chiaramente, questa minore resistenza ai farmaci non ha niente a che vedere con l'aggressività del virus stesso. "Il polimorfismo 172K rende alcune forme di Hiv più sensibili alle molecole che usiamo per tenere sotto controllo l'agente patogeni, ma non ha ripercussioni sulla sua normale attività", ha aggiunto il ricercatore. "Già esistono database che aiutano i medici a comprendere quali farmaci sono più adatti a quali pazienti, in base alle analisi fatte sul ceppo infettivo: ora potremo aggiungere questa conoscenza alle precedenti, e prescrivere subito ai pazienti che presentano il polimorfismo i farmaci NRTI e NNRTI".

 

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