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Washington - Ieri, all’apertura del XIX Convegno mondiale per la lotta contro l’Aids a Washington, gli scienziati hanno dichiarato di essere ormai vicini alla fine dell’epidemia di Hiv. Nonostante non ci sia ancora una cura definitiva contro l’Aids, negli ultimi anni sono stati fatti molti progressi che oggi hanno portato 34 milioni di persone a vivere con il contagio del virus, come se fosse una malattia cronica.

Secondo un recente studio effettuato da diverse agenzie dell’Onu (Organizzazione mondiale per la sanità, Unicef e Onusida), negli ultimi cinque anni il numero dei decessi è diminuito del 22%, mentre quello degli infettati dal virus dell’Hiv è calato del 17%. I nuovi contagi da Hiv, infatti, sono scesi a 2,7 milioni nel 2010 contro i 3,1 del 2001, mentre le persone curate con i farmaci salvavita sono passate da appena 400 mila nel 2003 agli attuali 6,65 milioni.

I numerosi progressi nelle terapie antivirali sono riusciti a trasformare l’infezione da Hiv da una malattia mortale a una malattia con cui si può convivere. Oggi circa il 50% dei sieropositivi ha accesso a un trattamento, che si stima abbia salvato la vita a 700 mila persone nel 2010. Il rovescio della medaglia è che c’è ancora un 50% di malati che non ha accesso ad alcun trattamento. I Paesi poveri, quelli maggiormente colpiti dall’Hiv, hanno infatti difficoltà a procurarsi i farmaci perché il costo li rende praticamente proibitivi.

Mentre vent’anni fa bisognava assumere 28 compresse tre volte al giorno, ora ne basta una o due per ottenere gli stessi risultati, se non anche migliori. Oggi chi ha la possibilità di iniziare tempestivamente la terapia ha un’aspettativa di vita praticamente identica alle persone sane. Un risultato incredibile, visto che all’inizio i malati morivano quasi subito. La terapia poi si è rivelata un ottimo strumento di prevenzione. I farmaci antiretrovirali non solo salvano la vita alla persona colpita dall’Hiv, ma anche quella di chi circonda il malato, in quanto rende il virus meno contagioso. Inoltre è recente l’annuncio dell’approvazione da parte della Food and Drug Administration americana di un farmaco per prevenire la trasmissione dell’Hiv. Si tratta di Truvada, il primo farmaco approvato che è in grado di ridurre il rischio di contagio del 73%.

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