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Sì, è proprio vero. Sieropositivo.it ha prodotto un cortometraggio che dal 16 al 26 maggio sarà ospite del prestigioso Short Film Corner al Festival del Cinema di Cannes. Sia chiaro, non siamo in competizione all’interno della gloriosa rassegna cinematografica (quindi non ambiamo a nessun Leone o Palma d’oro), ma la nostra piccola storia sull’Hiv, dal titolo “Centomila secondi”, è stata selezionata insieme ad altre, tra le decine di migliaia pervenute da tutto il mondo, per essere vista da migliaia di persone.

Scritta e sceneggiata da Andrea Mazzola, per la regia di Angelo Orlando e la produzione appunto di Sieropositivo.it, il senso della trama lunga 15 minuti è presto detta dagli stessi autori: «Un malato sa quanto è bello camminare con le mani in tasca. E quanto sia importante dire le cose e non solo pensarle. Ma quando guarisce lo dimentica. Non si dovrebbe mai guarire del tutto». Tra gli interpreti, Mario Piana, Chiara Masala, Giovanna Totè, Franca Ferrario, Andrea Mazzola, Giuseppe Ledda, Cristina Zareschi, Patrizia Mior, Alfio Bennardo, Alissa Buggè ed Eros Panzeri.

Questo piccolo gioiellino che parla di Hiv in modo intenso, gentile, quasi sussurrato, ma allo stesso tempo consapevole della grande beffa che si cela nei meandri delle nostre esistenze, verrà visto da migliaia di operatori che affolleranno lo Short Film Corner, all’interno del Festival di Cannes, in programma dal 16 al 27 maggio presso la capitale della Costa Azzurra. Festival che quest’anno ha già come presidente di giuria, un italiano doc come Nanni Moretti e che – grazie a questo piccolo manipolo di volenterosi – parlerà anche di sieropositività e di cosa significhi scoprirsene affetti.

Sincera, entusiastica e meravigliata soddisfazione è stata espressa dai due capiprogetto. «Mi piacerebbe», dice Andrea, «che alla fine del film le persone non si alzassero di scatto per andare altrove o per il caffè o la sigaretta, ma rimanessero seduti qualche secondo, magari pensando cosa farebbero se anche per loro mancassero solo centomila secondi». A lui fa eco Angelo: «Per quanto mi riguarda, io sono contento perché questo piccolo film che parla di un argomento delicato come l'Hiv, può cominciare ad essere visto nel suo elemento naturale che è sono appunto i festival di cinema. Per il resto, vediamo. Non montiamoci la testa, ma prendiamo tutto come un gioco con cui poter far passare messaggi importanti come la prevenzione e il non dimenticarci di noi».

 

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