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IAS 2011: POSITIVI I RISULTATI DELLE SPERIMENTAZIONI IN ATTO

I ricercatori della prima sessione plenaria della Sesta Conferenza IAS sulla Patogenesi, il Trattamento e la Prevenzione dell’HIV, (IAS 2011) hanno offerto oggi uno spaccato della ricerca attuale e futura sull’HIV e hanno sottolineato il modo con cui gli sviluppi biomedici degli ultimi due anni stanno cominciando a dar forma alle strategie per le future politiche di prevenzione dell’HIV. “In termini scientifici oggi stiamo attraversando uno spartiacque nella lotta contro l’HIV/AIDS - ha dichiarato il Presidente di IAS 2011 e Presidente dell’International AIDS Society, Elly Katabira. “Il fatto che stiamo iniziando a discutere su come meglio combinare le tradizionali forme di prevenzione dell’HIV - come i preservativi, lo scambio di siringhe e le politiche di test - con i più recenti approcci biomedici quali il gel vaginale, la terapia antiretrovirale precoce e la PrEP è un segno di quanti progressi siano stati fatti in tre decenni dalla comunità scientifica che studia l’HIV/AIDS”.

“Gli sviluppi e i successi conseguiti dalle discipline biomediche degli ultimi anni sono molto incoraggianti, ma allo stesso tempo non fanno che confermare il bisogno di mantenere un consistente impegno di ricerca per quanto riguarda l’HIV/AIDS”, ha dichiarato Stefano Vella, il Co-presidente locale della IAS 2011 e direttore del dipartimento del farmaco all’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

 

LE SVOLTE NELLA RICERCA DI UN VACCINO PER L`HIV

Nel suo intervento nel corso della sessione plenaria, Gary Nabel, Direttore del Centro di Ricerca sui vaccini presso l'Istituto Nazionale di Allergologia e Malattie Infettive (NIAID) ha dichiarato che, nonostante il vaccino per l'AIDS abbia posto una sfida eccezionale alla ricerca e che i progressi sia stati lenti, due recenti dati hanno ridato ottimismo alla prospettiva di mettere a punto un vaccino.

Innanzitutto, nonostante l'efficacia stia stata modesta, la sperimentazione dell'RV144 condotta in Tailandia ha fornito una “prova concettuale” del fatto che un vaccino possa prevenire l'infezione HIV nell’uomo: il fatto che un vaccino possa prevenire l'infezione piuttosto che semplicemente controllare la viremia ha implicazioni significative, in virtù del suo potenziale impatto in termini di salute pubblica.

In secondo luogo, è stato appurato che numero consistente di individui con HIV (10-25%) produce anticorpi con in grado di neutralizzare il virus. Nel corso dell’ultimo anno, da diversi gruppi di ricerca sono stati messi a punto anticorpi altamente neutralizzanti facendoli derivare da quelli prelevati da questi soggetti. Utilizzando particolari strategie di progettazione razionale di un vaccino basato sulla struttura di questi anticorpi, Nabel e il suo gruppo di ricerca al Centro di ricerca sui vaccini hanno identificato un anticorpo umano, denominato VRC01, che neutralizza più del 90% dei ceppi virali esistenti in natura. Questo anticorpo riconosceva i CD4bs dell’envelop virale necessario per l’entrata del virus nella cellula.

I dettagli a livello molecolare sulle modalità con cui questo anticorpo riconosce il virus sono stati scoperti e i ricercatori hanno identificato una classe di anticorpi con le proprietà ad esse correlate. Acquisito questo dato, è stato possibile comprendere come questi anticorpi vengono generati negli umani. Questi progressi forniscono una conoscenza estremamente importante per la progettazione di un vaccino contro l’AIDS e aprono le porte a una nuova strategia di prevenzione per il sistema immunitario.

Nabel ha concluso affermando che la necessità di trovare un efficace vaccino per l’AIDS non è mai stata più urgente e che diventerà sempre più difficile condurre sperimentazioni sull’efficacia in futuro. Traendo vantaggio dai più recenti progressi scientifici e abbinandoli agli efficaci protocolli clinici di sperimentazione, la ricerca di un vaccino efficace per l’AIDS può e deve essere accelerata.

 

LA GESTIONE DEI TRATTAMENTI PER L`HIV

Nel suo intervento in sessione plenaria Giovanni Di Perri, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Università di Torino, ha sottolineato come alcune sperimentazioni cliniche il cui esito è stato di particolare impatto abbia creato di fatto una gerarchia fra le soluzioni terapeutiche disponibili oggi, generando la sensazione che effettivamente non si dovrebbero verificare cambiamenti radicali nell’immediato futuro.

Nonostante le linee-guida terapeutiche attualmente disponibili indichino che la gestione dell’infezione da HIV dovrebbe esente da difficoltà, Di Perri ha sottolineato come nel mondo

reale emergano una serie di variabili (a livello individuale) che spesso suggerisconol’adozione di combinazioni non convenzionali di farmaci.

 

Le variabili come la tollerabilità e/o la tossicità, insieme alla crescente pressione per la riduzione di costi, stanno orientando la discussione verso l’utilizzo clinico di regimi terapeutici alternativi.

Questi regimi non sono stati ancora completamente validati da sperimentazioni cliniche del tutto dirimenti e adeguate per potenza e durata (cioè comprovate a livello statistico). Senza dubbio, la conoscenza applicata di alcune specifiche proprietà farmacologiche degli antiretrovirali – così come una più ravvicinata considerazione dei singoli profili dei pazienti (che includono la farmacogenomica) – potrebbe aiutare a creare una terapia su misura per il singolo individuo, un’esigenza pienamente giustificata dal bisogno di una terapia la cui durata, allo stato attuale delle conoscenze è cronica, cioè coincidente con la durata della vita del paziente.

 

L’APPROCCIO COMBINATO ALLA PREVENZIONE DELL`HIV

Robin Shattock (Regno Unito), immunologo dell’Imperial College di Londra, ha affermato che per preve ire l’infezione da HIV è giunto il tempo di considerare una combinazione di strategie, biomediche e non.

La combinazione di strategie non biomediche, orientata al cambiamento comportamentale e all’intervento nei diversi gruppi sociali per ridurre il rischio e la vulnerabilità all’HIV, è stata applicata per quasi tre decenni, con successi alterni. Queste strategie includono la diagnosi e il trattamento delle infezioni sessualmente trasmissibili (MTS), l’educazione sull’HIV e la conoscenza dello stato di sieropositività, il marketing sociale sull’utilizzo del profilattico, il cambiamento delle norme comportamentali, la prevenzione della trasmissione del virus in gravidanza, lo scambio di siringhe per evitare l’uso condiviso di aghi, la sicurezza delle trasfusioni, il controllo delle infezioni nosocomiali e la protezione legale per le persone con HIV/AIDS.

Tuttavia, un certo numero di nuovi strumenti biomedici (o tecnologie di prevenzione) ha dimostrato un successo variabile nelle sperimentazioni controllate randomizzate tra cui:

circoncisione maschile (57%); somministrazione orale quotidiana di tenofovir (TDF) più emtricitabina (FTC) utilizzata come profilassi prima dell’esposizione (PrEP orale) da uomini HIV-negativi che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM) (studio iPrEX) (44%); l’utilizzo di un gel vaginale (microbicida) all’1% di tenofovir, applicato sulla vagina prima e dopo il rapporto sessuale da donne HIV-negative come profilassi topica pre-esposizione (studio CAPRISA 004) (39%);

un regime “prime boost” di vaccinazione per l’HIV (studio RV144) (31% d’efficacia)

“treatment for prevention (T4P)”: il tempestivo e precoce utilizzo della terapia antiretrovirale in persone con HIV ha dimostrato una riduzione del 96% della possibilità di trasmissione eterosessuale a un partner non sieropositivo (HPTN052).

Gli approcci che possono essere studiati ora includono una valutazione focalizzata della circoncisione maschile combinata con l’utilizzo di gel microbicidi per le partner femminili. Una seconda combinazione da valutare sarebbe quella tra la T4P per i partner infetti e la PrEP antiretrovirale per i partner HIV-negativi. Almeno il 18% delle trasmissioni sessuali nella sperimentazione HPTN052 potrebbe essere avvenuto al di fuori della relazione primaria. In questo modo l’offerta della PrEP ARV per il partner HIV-negativo insieme alla T4P per il partner infetto potrebbe fornire un’opzione più efficace per evitare l’infezione.

 

 Photo: th IAS Conference on HIV Pathogenesis, Treatment and Prevention (IAS 2011), Rome, Italy

@IAS/Mona Dolan

 

IAS 2011: LA DENUNCIA DI MEDECINS SANS FRONTIERES

Msf ha lanciato alla conferenza di Roma l’allarme sul fatto che le aziende farmaceutiche hanno cancellato le misure di riduzione dei prezzi per i farmaci anti Hiv nei Paesi a medio reddito.

 Un rapporto presentato oggi nella Capitale in occasione dello Ias 2011 la dice lunga sullo stato delle iniziative per avversa l’avanzamento del contagio Hiv nei Paesi a medio reddito. Le compagnie farmaceutiche hanno infatti abbandonato i programmi di riduzione dei prezzi dei farmaci contro l’Hiv. Nel rapporto, intitolato “Untangling the wev of art price recuctions”, che ha preso in esame i prezzo di 23 antiretrovirali relativi a 19 produttori, si evidenzia anche la costante tendenze alla riduzione dei prezzi per i farmaci non bloccati da brevetti.

 

Così, mentre si assiste alla riduzione dei prezzi nei Paesi più poveri, si dimentica che un numero significativo di persone con Hiv/Aids vive in paesi che adesso sono esclusi dalla riduzione dei prezzi. In effetti, aziende come Tibotec/Johnson&Johnson esclude tutti i paesi classificati a medio reddito dalla riduzione die prezzi, mentre la Abbott esclude quelli a basso reddito dalla riduzione dei prezzi per uno dei suoi farmaci. La ViiV (Pfizer+GlaxoSmithKline) non propone più prezzi ridotti ai paesi a medio reddito, nemmeno quando i programmi sono totalmente finanziati dal Fondo Globale per combattere Aids, Tb e Malaria o dal programma governativo Usa, Pepfar. La Merck ha addirittura annunciato che non applicherà più prezzi scontati per 49 Paesi a medio reddito per il suo raltegravir, escludendo così paesi come India, Indonesia, Vietnam, Ucraina, Colombia e Brasile.

 

“I programmi di riduzione dei prezzi attuati dalle società farmaceutiche hanno dimostrato di non essere una soluzione a lungo termine”, ha dichiarato Janice Lee di Msf,. “In presenza di brevetti e quando le aziende si rifiutano di tagliare i prezzi, i governi devono cominciare a non tenere conto dei brevetti per mantenere in vita le persone sieropositive”. Infatti, le licenze obbligatorie emesse in Tailandia e Brasile per i farmaci anti Hiv hanno contribuito notevolmente ad abbassare i prezzi. Ma nonostante il fatto che queste misure siano ammesse dalla normativa del commercio internazionale, i paesi che le hanno messe in atto si sono ritrovati vittime di ritorsione da parte delle aziende farmaceutiche e di altri governi.

C’è comunque una buona notizia: il rapporto Msf riporta infatti che grazie alla continua concorrenza dei generici, il farmaco tenofovir ora costa 76 dollari all’anno a paziente, edè meno caro rispetto allo zidovudina (AZT), che costa 88 dollari all’anno per paziente. Diventando così sempre più accessibile per i paesi poveri passare all’utilizzo delle combinazioni raccomandate dall’Oms a base do tenofovir. Queste riduzioni, è questa l’auspicio di Msf, aumentano le possibilità di raggiungere il nuovo obiettivo delle Nazioni unite di arrivare ad avere 15milionei di persone in trattamento entro il 2015.

IAS 2011: GLI AUSPICI DELLA CONFERENZA

La lotta all’AIDS è a un punto di svolta storico, questi I proponimenti (o forse gli auspici) degli organizzatori della più grande conferenza scientifica aperta a livello mondiale su HIV/AIDS inaugurata ieri a Roma.


C`e` gran fermento all`Auditorium parco della musica di Roma in questi giorni, per la conferenza che si e` aperta ieri sotto un solleone degno della Capitale. La buona notizia e` che oltre 5.000 tra ricercatori, scienziati, clinici,  attivisti ed esperti di politiche nell’ambito dell’AIDS, riunitisi a Roma per l’apertura della Sesta conferenza IAS sulla Patogenesi, il Trattamento e la Prevenzione dell’HIV (IAS 2011) hanno accolto favorevolmente il crescente fervore nella ricerca biomedica, ma hanno richiamato l’attenzione sull’assoluta necessità che gli esiti di questi progressi vengano condivisi equamente tra il Nord e il Sud del mondo. Gli oratori della sessione d’apertura hanno utilizzato anche questa occasione per esortare il governo italiano a impegnarsi nuovamente nel Fondo Globale per la Lotta ad AIDS, Tubercolosi e Malaria.

 

“Siamo davanti a una svolta nella lotta planetaria contro l’AIDS”, ha dichiarato Elly Katabira, Chair di IAS 2011 e presidente della International AIDS Society. “I progressi fatti negli ultimi due anni sono stati cosi’ importanti da essere comparabili ai grandi successi che negli anni ’90 hanno consentito di mettere a punto la terapia antiretrovirale di combinazione: l’entusiasmo che circonda queste recenti scoperte –il gel vaginale impiegato nello studio CAPRISA 004, lo studio HPTN 052 sul trattamento antiretrovirale per la prevenzione, il dibattito sul percorso da compiere verso la cura, o i primi dati incoraggianti sulla PrEP e sui vaccini – marchera’ in modo determinante i lavori del congresso di Roma nel corso dei prossimi giorni.”

 

“I partecipanti a IAS 2011, come tutti coloro che lavorano nel campo della lotta all’HIV, sono comprensibilmente eccitati dalle recenti scoperte scientifiche. Tuttavia, dobbiamo assicurarci che i progressi nella ricerca – come ad esempio il fatto ormai provato che la terapia antiretrovirale sia un mezzo di prevenzione dell’HIV – si traducano in azioni concrete per gli abitanti dei paesi in via di sviluppo”, ha dichiarato Stefano Vella, co-chair di IAS 2011, e direttore del dipartimento del farmaco all’Istituto Superiore di Sanità (ISS). “I progressi scientifici vanno associati a una analoga crescita sul fronte della raccolta fondi. Mi rivolgo al governo italiano affinché si impegni nuovamente sostenere il Fondo Globale per la Lotta all’AIDS, alla Tubercolosi e alla Malaria.”

 

Nel corso della cerimonia d’apertura, nella sua prolusione, Michel Sidibé, direttore esecutivo di UNAIDS, ha affermato che il divario nell’accesso ai trattamenti contro l’HIV, sia all’interno di ciascuna nazione sia tra i diversi gruppi sociali, costituisce un affronto all’umanità, che può e deve essere fermato dalla rapida e allargata diffusione delle innovazioni e dalle politiche di sviluppo, di definizione del prezzo di vendita e dalla distribuzione di farmaci e presidi medico- chirurgici per l’HIV, la TBC, la malaria, la salute riproduttiva e altre condizioni cliniche emergenti.

“Dobbiamo essere consapevoli che la storia non ci giudicherà per le nostre scoperte

scientifiche, ma per come le sapremo metterere in pratica”, ha dichiarato Sidibé.

La conferenza IAS e’ focalizzata sui processi che consentono il piu’ rapido trasferimento degli esiti della ricerca scientifica in politiche operative pratiche e attuabili ovunque nel mondo, in modo particolare nei paesi a basso e medio reddito.

 

 

IAS 2011: AL VIA OGGI A ROMA LA VI EDIZIONE

Si apre oggi a Roma la sesta edizione Ias su patogenesi, trattamento e prevenzione dell’Aids. Organizzata da International Aids Society in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, la conferenza si svolge all’interno del complesso dell’Auditorium Parco della Musica. A partire da oggi, quindi, e fino a mercoledì 20, il gotha della ricerca mondiale discute di cosa si è fatto in materia di ricerca (possibili vaccini), cura (multiformi implicazioni e applicazioni dei trattamenti antiretrovirali), prevenzione (per area, vedi Africa, e per generi, dalle donne ai bambini ai tossicodipendenti), nonché dei business model messi a punto per la ricerca di fondi, sia a sostegno di laboratori e ricercatori che delle popolazioni del Sud del mondo colpite dall’infezione.

Diversi e multiformi sono quindi i temi che si apprestano a essere dibattuti in seno alla manifestazione. Alcuni esempi. Oggi, verranno affrontati punti come l’impiego degli antiretrovirali in ambito pediatrico, si parlerà di Africa e dei progetti per abbreviare il cammino verso la fine dell’epidemia. Lunedì, si affronterà l’evoluzione scientifica nell’ambito dei vaccini, e si parlerà di gestione del trattamento dell’Hiv, nonché ci si concentrerà su come sarà il futuro della prevenzione basata sugli antiretrovirali. Martedì i ricercatori si misureranno sulle tecnologie e sugli strumenti più innovativi in materia di prevenzione, nonché delle barriere sociali che sussistono intorno a essa. Si parlerà della transizione dall’infanzia all’adolescenza dei bambini infetti, nati da madri Hiv, nonché dell’infezione da tossicodipendenza e dei programmi Ue dedicati alla prevenzione. Mercoledì si chiude con l’impatto che la crisi economica sta esercitando sui programmi relativi ai fondi destinati alla ricerca su Hiv.

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