community-left

donazioni-left

donazioni-top-left

community-top-left

Giuliano Rizzardini, direttore dipartimento malattie infettive dell`ospedale Luigi Sacco di Milano, espone le sue linee su come si deve indirizzare, grazie alle moderne terapie, l`approccio terapeutico verso Hiv\Aids.

 

“Dobbiamo cambiare un po` la mentalita` del fare terapia”, sottolinea il dottor Giuliano Rizzardini dell`ospedale Luigi Sacco di Milano. “Una volta parlavamo di sequenziamento terapeutico per prevenire l`insorgenza delle resistenze e per risparmiare alternative terapeutiche future, definendo questa strategia in funzione dell`eventuale fallimento. Oggi i pazienti vanno molto meno incontro a fallimento terapeutico, e dobbiamo ragionare con mente piu` libera: per cui scegliere quali farmaci usare in prima battuta, modificare la terapia quando necessario e possibile, semplificare e poi, se necessario, tornare indietro con i farmaci usati all`inizio. Le linee guida sono importantissime perche` ti indirizzano, ma oggi l`obiettivo e` guadagnare quei 10 anni che mancano all`equiparazione tra l`aspettativa di vita dei nostri pazienti e quella della popolazione generale. E` uscito un lavoro che mostra che se un ventenne si infetta oggi possiamo farlo vivere fino a 69 anni: l`obiettivo e` appunto quello di recuperare quel gap gestendo al meglio la terapia con i farmaci che oggi abbiamo disponibili, in un`ottica di migliore gestione delle eventuali comorbidita`”.

 

Comorbidita` del tutto diverse da quelle che si vedevano negli anni ruggenti dell`epidemia, perche` non sono piu` Hiv correlate.

“Vero. Oggi i medici piu` giovani che non hanno l`esperienza che abbiamo avuto noi che abbiamo vissuto gli anni caldi, se riscontrano nel paziente una criptococcosi, devono andare a vedere sui testi sacri la terapia, mentre noi all`epoca conoscevamo come l`avemaria tutte le terapie delle infezioni opportunistiche che oggi non si vedono piu`”.

 

Il fatto che oggi pero` numerosi pazienti giungano a diagnosi tardiva ripropone queste infezioni opportunistiche come un`onda di ritorno, e occorrono farmaci da subito potenti e rapidamente efficaci per ristabilire ordine.

“Proprio per questo sono persuaso che vada no riviste tutte le strategie: forse sarebbe opportuno usare al meglio all`inizio tutte le cartucce buone e poi, ottenuta una buona risposta, passare alla gestione della stabilizzazione del paziente con qualcosa di meno costoso, perche` purtroppo i conti in qualche modo bisogna farli. Anche se e` vero che le molecole nuove, in particolar modo raltegravir, con cui ci siamo impratichiti in questi ultimi tempi, sono veramente friendly e possono essere utilizzate abbastanza facilmente perche` non danno grossi problemi e agiscono rapidamente”.

 

Riprende quota l`opzione eradicazione o come si preferisce dire “cura funzionale”?

“Nel 1996 abbiamo parlato di eradicazione, poi non ne abbiamo parlato piu`. Negli ultimi tempi, diciamo da due anni a questa parte abbiamo ripreso a parlarne, fatto legato anche all`arrivo di queste molecole come il raltegravir, ma non abbiamo ancora dati. Di certo dobbiamo imparare a usare al meglio questi farmaci. La terapia va lasciata in mano a persone esperte. Sono stati pubblicati numerosi lavori in questo senso, perche` gestire una trentina di molecole, gestire le interazioni di questi farmaci con altri farmaci, gestire le epatiti, gestire i problemi legati all`avanzamento dell`eta`: tutto questo necessita di preparazione ed esperienza. Chi oggi fa il medico dell`Hiv – rispetto a quello che abbiamo vissuto noi – ha in mano un armamentario terapeutico che fa pensare alla possibilita` di eradicare l`Hiv, e questo genera di per se` fascino ed entusiasmo. Se si pensa alla storia, l`Aids all`inizio era causa di depressione per l`infettivologo: facevi di tutto ma la gente continuava a morire. Oggi l`armamentario terapeutico ti consente di far vivere il paziente, e questo e` un fatto fantastico”.

 

Photo: ©IASMarcus Rose

Newsletter

Istituto Della Donazione

onp selezionata da iid 1

Community

community
Submenu:

Sieropositivo.it