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La DNDi (organizzazione per farmaci per le malattie trascurate) ha annunciato il lancio di un nuovo programma di sviluppo di farmaci per affrontare i bisogni insoddisfatti di trattamento di bambini con HIV/AIDS.

 

 La trasmissione di HIV ai bambini piccoli è stata in gran parte eliminata nei paesi ad alto reddito in quanto esistono pochi incentivi di mercato per le compagnie farmaceutiche per sviluppare farmaci antiretrovirali adattati per i bambini.

Eppure la WHO raccomanda una immediata terapia antiretrovirale per tutti i bambini con HIV minori di 2 anni, e la dose sicura e corretta di ARVs non è stata stabilita per bambini piccoli, e non esistono appropriate formulazioni adattate ai bambini.

Le correnti formulazioni pediatriche sull’ARv sono poco tollerate dai bambini, e non sono pratiche per i caregivers a causa delle multiple preparazioni di liquidi che devono essere regolati a seconda del peso, e hanno interazioni indesiderate con i farmaci per la tbc.

Lo scorso anno, Medici senza frontiere e altre organizzazioni hanno chiamato la DNDi ad applicare la propria esperienza all’HIV infantile per fornire nuove medicine per le malattie trascurate.

Dopo una profonda valutazione dei bisogni e consultazioni con esperti di vari paesi, sono state sviluppate specifiche ideali per migliorare i trattamenti. C’è consenso riguardo il bisogno di sviluppare un regime a base di inibitori della proteasi per bambini sotto i 3 anni, a prescindere dalla precedente esposizione all’ARVs, e questa sarà la priorità della DNDi.

Idealmente, questa nuova terapia pediatrica deve essere facile da somministrare e meglio tollerata dai bambini delle medicine correnti, così come deve essere stabile al calore, facilmente assimilabile e dosata una volta al giorno o meno. Deve anche comportare rischi minimi di sviluppare resistenza ed essere adatta per neonati e bambini molto piccoli, e avere minime necessità di essere adattata al peso. Infine, ogni nuova formulazione deve essere compatibile con le medicine per la TBC e, cosa molto importante, non deve avere costi proibitivi.

Il programma di HIV infantile sarà condotto dal “recentemente nominato” Marc Lallemant, ex capo dei “programmi per la prevenzione e trattamento di HIV” (PHPT), un consorzio di ricerche cliniche dell’università di Chiang Mai, scuola di Harvard della sanità pubblica, e IRD (istituto per le ricerche di sviluppo) in Tailandia.

Dice Lallemant: «I bambini che vivono con HIV sono una popolazione trascurata, e la l’AIDS infantile può essere considerata una malattia trascurata, mentre facciamo sforzi per eliminare le infezioni di HIV nei nuovi nascituri, non possiamo trascurare i milioni di bambini che vivono con l’HIV».

Secondo la WHO infatti, ci sono al momento circa 2.5 milioni di bambini con HIV, di cui 2.3 milioni vivono nell’Africa Sub Sahariana, solo 355.000 bambini hanno accesso alla terapia antiretrovirale. Senza trattamento, un terzo dei bambini nati con l’HIV moriranno prima di compiere il primo anno di età, il 50% prima del secondo anno, e l’80% prima di compiere 5 anni.

 

Photo©IAS/Steve Forrest/Workers' Photo

 

 

 

 

 

 

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