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Per quanto riguarda l’applicazione di questa branca della medicina cosiddetta “non tradizionale” nel trattamento dell’Hiv/Aids, si registra una generale disponibilità da parte della comunità scientifica, fermo restando che si tratta sempre di trattamenti in associazione e non in sostituzione della terapia farmacologica con antiretrovirali, quando sia giunto il momento di impiegarli secondo le linee guida internazionali.


Barbara Mantellini, medico, psicoterapeuta,

psicosomatista, esperto intecniche di rilassamento e omeopata.

Consulente del Centro di Medicina Psicosomatica dell'AO Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano.

 

Ha già curato pazienti sieropositivi? Con quali risultati?

Sì mi è capitato di curare pazienti sieropositivi per diverse affezioni, non sempre legate all'assunzione di farmaci antiretrovirali, e i risultati sono stati buoni.

Da che cosa posso riconoscere che un medico ha la specializzazione in omeopatia?

Purtroppo in Italia non esiste ancora una regolamentazione chiara. Negli ultimi tempi gli ordini dei medici si stanno attivando per istituire dei registri presso i quali gli omeopati, che hanno seguito determinati corsi riconosciuti, possono iscriversi anche perché l'omeopatia è stata riconosciuta come atto medico . Comunque, un omeopata deve aver frequentato un corso di almeno tre anni e, cosa da non trascurare, deve essere medico. Questo è molto importante perché sono nate molte figure “parallele” che usano questa medicina (e lo possono fare, anche se è stato stabilito che l'omeopatia è un atto medico ma non c'è ancora una legge che lo codifichi) ma non hanno la preparazione che ha un medico e, soprattutto, non possono fare diagnosi.

 

Che cosa è l'omeopatia e come funziona?

Il termine omeopatia deriva dal greco omoios che significa simile; infatti, è una medicina che si avvale, per curare, del principio di similitudine. Questo significa curare una malattia con un medicamento che determina, in una persona sana, gli stessi sintomi dell'individuo malato. La medicina “ufficiale” considera i sintomi come la conseguenza della malattia; la medicina omeopatica invece, considera i sintomi come la reazione dell'organismo alla malattia e utilizza i rimedi omeopatici per stimolare questa reazione e non per sopprimerla. In altre parole i medicamenti, attraverso un processo naturale, aiutano l'organismo a reagire alla malattia attraverso la stimolazione dei processi fisiologici di guarigione. La scelta del rimedio omeopatico dipende da segni e sintomi caratteristici della malattia ma anche dalla reazione individuale alla malattia e dalle caratteristiche fisiche mentali ed emozionali del soggetto.

L'efficacia delle terapie omeopatiche può essere legata all'effetto placebo?

No. Esistono numerosi studi scientifici che dimostrano l'efficacia dell'omeopatia e che indicano che il miglioramento, nella maggior parte dei casi, non può essere imputato all'effetto placebo. Del resto è importante ricordare che l'effetto placebo è presente anche quando si somministra un farmaco.

 

Come si pone il medico esperto in Omeopatia nei confronti della medicina cosiddetta convenzionale?

In questo caso la risposta è del tutto personale, nel senso che non considero l'omeopatia “alternativa” alla medicina convenzionale, ma“complementare”, vale a dire che in alcuni casi l'omeopatia può sostituire ottimamente il farmaco, in altri può aiutare l'organismo a migliorare la reattività al farmaco o ne accelera la guarigione, in altri può non essere il caso di utilizzarla. Faccio l'esempio della terapia antiretrovirale: sarebbe assurdo sostituire i farmaci con i rimedi omeopatici ma è un'ottima cosa affiancarli per disintossicare, potenziare e ridurre al minimo gli effetti collaterali.

L'Omeopatia può alleviare alcuni degli effetti collaterali legati all'assunzione dei farmaci per la cura dell'HIV?

Assolutamente sì.

Il mio medico curante deve essere informato che mi curo omeopaticamente?

Credo sia buona norma informare sempre il medico curante, anche se può non essere d'accordo ed eventualmente permettergli di consultare l'omeopata per chiarimenti.

I medicinali omeopatici hanno effetti collaterali?

I medicinali omeopatici sono privi di effetti collaterali grazie all'estrema diluizione e possono essere impiegati anche in bambini molto piccoli o donne in gravidanza o che allattano.

Posso sospendere la terapia antiretrovirale e curarmi solo con l'omeopatia?

No, è possibile affiancare i farmaci ai rimedi, ma, a mio parere, non sostituirli.

Quali farmaci possono essere di supporto alla terapia antiretrovirale e quali invece devono essere assolutamente sconsigliati (anche per l'interazione con i farmaci allopatici)?

Possono essere di supporto tutti quei rimedi che possono alleviare lo shock e il trauma psicologico, gli effetti collaterali degli antiretrovirali come la neuropatia periferica, o l'insorgere di infezioni opportunistiche. In linea di massima non ci sono rimedi sconsigliati, bisogna comunque sempre comunicare all'omeopata quali farmaci si stanno assumendo e fare altrettanto con lo specialista infettivologo.

Dopo quanto l'inizio della terapia omeopatica potrò vedere dei risultati tangibili sui miei CD4? E quali possono essere tali risultati?

Solitamente, in seguito all'assunzione di fattori di crescita omeopatici, dopo 4-6 mesi dall'inizio della terapia si possono vedere dei risultati. Questi possono essere un miglioramento della reattività dell'organismo e un supporto immunitario e metabolico.

Esiste un collegamento tra il nutrimento, il cibo e le cure omeopatiche?

Sì. Quando si assumono rimedi omeopatici si danno anche consigli alimentari. È sempre meglio consumare cibi naturali e poco raffinati, oltre a scegliere quei cibi che l'omeopata ha individuato come particolarmente adatti per il soggetto. Altra cosa importante è che i rimedi omeopatici devono sempre essere assunti lontano dai pasti, per massimizzare la loro efficacia.

È inutile l'omeopatia se poi mi intossico con caffè e fumo?

No, non è inutile ma sicuramente è molto meno efficace. La prima cosa che si fa quando si intraprende una cura omeopatica è disintossicare l'organismo per prepararlo a ricevere la cura omeopatica, e se questo è intossicato da fumo e caffè diventa laborioso e lungo ripulirlo.

Gli effetti collaterali dei farmaci tradizionali possono influire sull'azione dei farmaci omeopatici?

Possono complicare l'azione del rimedio e richiedere la somministrazione di ulteriori farmaci omeopatici per alleviare gli effetti collaterali.

Quale è il momento migliore per iniziare la cura omeopatica? Da subito o quando dovrebbe iniziare la cura con la medicina tradizionale?

L'ideale è cominciare da subito con una terapia drenante e disintossicante così da preparare organi e apparati a reagire meglio ai farmaci allopatici e ai rimedi omeopatici specifici per la patologia che si somministreranno successivamente.

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