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no la stella più luminosa del cielo, sorgente di luce e di calore, sono il punto centrale del sistema planetario. Dalla mia posizione posso vedere e comprendere tutto ciò che capita, posso irradiare gli astri e i pianeti e loro possono ruotare intorno a me, prendere quello di cui hanno bisogno e darmi la loro presenza. Come in una danza finemente realizzata occupiamo le nostre posizioni, eseguiamo i movimenti, ci sincronizziamo sul suono comune e partecipiamo al disegno del tutto. Un equilibrio, uno scambio perfetto di energia, una grande armonia.

Oggi mi sento un Sole. Sto male.
Sono una stella fissa del tipo più comune e neppure delle più grandi, uno dei cento miliardi di astri che formano il sistema galattico della Via Lattea. Immobile, quasi ozioso, troppo alto, troppo distante dagli altri astri così indaffarati nei loro moti, troppo lontano per percepire la loro stessa esistenza. Vedo qualcosa intorno a me ma non riconosco nessuno, sento rumori ma non mi raggiungono chiaramente, tutto si muove e io non capisco, non so che fare. Loro chi sono? Mi vedono? Perché non si avvicinano? Forse non gli piaccio, oppure non mi vogliono. Avranno paura? Allungo una mano, nessuno. Adesso grido. Niente. Anche loro non possono sentirmi. Sono fermo, sono solo.

Oggi sono il Sole.
So di essere un astro bellissimo e so di essere parte del sistema planetario. Ho sperimentato che posso illuminare e scaldare ciò che mi circonda e che posso prendere energia dalla realtà che si muove intorno a me. So di essere un elemento insieme ad altri che sento e di partecipare con loro alla realizzazione di una grande danza. Ma soprattutto so di essere solo al centro del mio sistema solare, so di occupare una posizione unica e straordinaria, so di non poter essere sostituito nello svolgimento del mio compito e so di avere un compito: essere il Sole.

Pur essendo inevitabilmente soli, non siamo mai completamente soli.
Gli altri sono una realtà; sono la realtà nella quale siamo inseriti e ci muoviamo.
Non necessariamente rappresentano per noi un problema, non sempre sono fonte di disagio o causa di isolamento e discriminazione. Se è vero che questa è esperienza comune e che alla malattia si aggiunge il problema del giudizio sociale, della colpevolizzazione, a volte anche dell'allontanamento, è altrettanto vero che gli altri, sono per ognuno di noi un elemento di forza. Le persone e le strutture che ci circondano possono accompagnarci e sostenerci, permettendo così di sentirci meno soli nel cammino inevitabilmente nostro.

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