community-left

donazioni-left

donazioni-top-left

community-top-left

Parla con l'esperto Medico

Le vostre domande saranno comunque utilizzate dove possibile per la formulazione di quesiti di interesse generale, garantendo comunque la massima riservatezza. Desideriamo infatti che l'esperienza di ogni singola persona possa tornare utile alla comunità dei visitatori.
 
 

 

Domande frequenti (F.A.Q.)

Controlla nelle nostre domande frequenti (F.A.Q.) prima di formulare la tua domanda, grazie.

Categoria: Farmaci, terapie, informazioni medico scientifiche.

Domanda:

Qual e' la combinazione di farmaci antiretrovirali attualmente conosciuta che crea meno problemi di lipodistrofia?

Risposta:

Tutti quanti i farmaci presentano possibili effetti collaterali che si presentano in diversa maniera e intensità nei diversi pazienti. Non si può quindi definire nessuna combinazione in assoluto, come quella che crea meno problemi. La lipodistrofia, si trova associata un po’ a tutti i farmaci e non è ancora del tutto conosciuta; sicuramente sembrano principalmente coinvolti nel provocarla gli inibitori nucleotidici come il d4t (Zerit), l’Azt ed il 3TC (Epivir) in misura minore, in alcuni casi questi sono stati sostituiti con successo con ABC (Abacavir). La maggior parte dei ricercatori ritiene comunque che la lipodistrofia sia il risultato di diversi fattori tra cui l’infezione stessa da Hiv, cioè la malattia in sé, oltre all’uso dei farmaci antiretrovirali, alla durata del trattamento e alla storia familiare.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Vorrei chiedere informazioni riguardo all'utilità di ossigeno Ipertermia body ed assunzione delle statine per sieropositivi non in cura con HAART. Grazie

Risposta:

Se parliamo di soggetti sieropositivi non in terapia pensiamo a persone in buone condizioni, con livelli di CD4 alti e non compromessi, con una sieroconversione recente e ancora in fase di attesa e monitoraggio della situazione. Si presume quindi che, se non è ancora stata intrapresa la terapia con antiretrovirali, non ci siano grossi problemi di sintomatologia e tanto meno problemi legati a effetti colllaterali della terapia stessa, come l’ipercolesterolemia e l’ipertrigliceridemia che di solito si trattano con le statine. Nel caso in cui ci siano altre patologie concomitanti o pregresse queste verranno trattate secondo necessità, senza dimenticare la presenza dell'Hiv, ma sostanzialmente in maniera indipendente. Se con “Ipertermia” ci si riferisce alla tecnica applicata in alcuni centri come trattamento antitumorale, non risulta che sia stata utilizzata in pazienti Hiv+, se non in soggetti con Aids in fase conclamata e gravemente avanzata a titolo ‘sperimentale’. Sicuramente non riguarda sieropositivi ancora non trattati farmacologicamente e non ci sono studi relativi ad un impiego a titolo preventivo/profilattico.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Qual e' la combinazione di farmaci antiretrovirali attualmente conosciuta che crea meno problemi di lipodistrofia?

Risposta:

Tutti quanti i farmaci presentano possibili effetti collaterali che si presentano in diversa maniera e intensità nei diversi pazienti, non si può quindi definire nessuna combinazione in assoluto, come quella che crea meno problemi. La lipodistrofia, si trova associata un po’ a tutti i farmaci e non è ancora del tutto conosciuta; sicuramente sembrano principalmente coinvolti nel provocarla gli inibitori nucleotidici come il d4t (Zerit), l’Azt ed il 3TC (Epivir) in misura minore, in alcuni casi questi sono stati sostituiti con successo con ABC (Abacavir). La maggior parte dei ricercatori ritiene comunque che la lipodistrofia sia il risultato di diversi fattori tra cui l’infezione stessa da Hiv, cioè la malattia in sé, oltre all’uso dei farmaci antiretrovirali, alla durata del trattamento e alla storia familiare.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Qual e' la combinazione di farmaci antiretrovirali attualmente conosciuta che crea meno problemi di lipodistrofia?

Risposta:

Tutti quanti i farmaci presentano possibili effetti collaterali che si presentano in diversa maniera e intensità nei diversi pazienti, non si può quindi definire nessuna combinazione in assoluto, come quella che crea meno problemi. La lipodistrofia, si trova associata un po’ a tutti i farmaci e non è ancora del tutto conosciuta; sicuramente sembrano principalmente coinvolti nel provocarla gli inibitori nucleotidici come il d4t (Zerit), l’Azt ed il 3TC (Epivir) in misura minore, in alcuni casi questi sono stati sostituiti con successo con ABC (Abacavir). La maggior parte dei ricercatori ritiene comunque che la lipodistrofia sia il risultato di diversi fattori tra cui l’infezione stessa da Hiv, cioè la malattia in sé, oltre all’uso dei farmaci antiretrovirali, alla durata del trattamento e alla storia familiare.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Sono sieropositiva da 10 anni circa, sto bene i miei valori sono più che buoni, l'unico problema ch mi sta rovinando la vita è la lipoatrofia al viso, sono in lista allo Spallanzani per il trattamento di riempimento, ma oggi mi è stato detto che potrò iniziare solo a settembre prossimo, e non ora perchè si dà la precedenza non a chi questo problema lo vive in modo drammatico ( non lavoro, mi rifiuto di vedere chiunque, ecc.) ma a chi a dei valori virologici e immulìnologici non buoni... Vorrei sapere cosa fare: non posso continuare così, dove posso fare il trattamento in breve? Perchè seguono questi criteri? Non mi sembra giusto, dovrebbero guardare la gravità della lipoatrofia, e l'impatto psicologico che può essere devastante.

Risposta:

Purtroppo, come in tutti i settori della medicina pubblica, ci sono delle liste di attesa spesso molto lunghe in tutti quei pochi centri che eseguono in regime di assistenza pubblica, gratuitamente, il trattamento contro la lipodistrofia e in particolare il filling del viso. Comprensibilmente l’inestetismo a livello del volto determina forte disagio e conseguenze psicologiche importanti; riguarda un numero sempre più alto di persone, in quanto stanno venendo alla luce gli effetti collaterali di anni di trattamenti farmacologici. Non credo che rivolgersi ad altri centri come il S.Raffaele di Milano o la clinica metabolica del reparto Malattie Infettive del Policlinico di Modena potrà abbreviare di molto i tempi, può sempre provarci però. Dr. Maggini I trattamenti farmacologici, spesso, creano inestetismi nel viso o corpo come effetti collaterali. Come ottenere un rapido modo nelle strutture sanitarie competenti per risolverli?

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Sono sieropositivo da diversi anni, e tra una settimana iniziero' la terapia per la prima volta. Ho molta paura per la lipoatrofia, ho visto un amico consumarsi, anche lui aveva iniziato la terapia sette anni fa. Il mio medico dice che sono cambiate tante cose, pero' non ha detto che non mi scavero' in volto o perdero' peso. Posso chiederle come stanno realmente le cose rispetto a questo punto? I farmaci di adesso consumano lo stessole persone che li prendono?E in quanto tempo?

Risposta:

La lipodistrofia, cioè la ridistribuzione del tessuto adiposo nel corpo, con perdita a livello dei glutei, arti e volto, accumulo alla base del collo, al ventre e regione mammaria, è un fenomeno collaterale associato in misura maggiore o minore a quasi tutti i farmaci usati nella terapia antiretrovirale. Si tratta comunque di un fenomeno che ha una grande variabilità individuale nei tempi, nei modi, nella misura. Attualmente si tende ad usare i farmaci che meno sono responsabili di questo problema e tali sono i più recentemente entrati in commercio; in questo caso, quale paziente non trattato prima, non ci dovrebbero essere scelte obbligate da resistenze particolari. C’è da notare inoltre che attualmente si è molto più sensibilizzati al problema, esistono procedure di valutazione strumentale della situazione e trattamenti correttivi nei casi di necessità.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Oggi sono stato a fare gli esami dopo che a dicembre sono risultato positivo al test hiv. Con i medici eramamo rimasti che ci saremmo visti a meta' marzo ed eccoci qui: fra 15 giorni avro' gli esiti. Ho chiesto al medico di insegnarmi a leggere i numeri degli esami per avere un quadro preciso della situazione e non solo una risposta del tipo: è tutto ok! Ho visto che negli esami di dicembre il numero di virus per millilitro di sangue era di 47000 e i cd4 583... I miei medici hanno detto che il virus è presente ma non in forma aggressiva e che il mio sistema immunitario non è preoccupante... è cosi'realmente??? Si valutera' all'arrivo dei nuovi esami se iniziare l'antiretrovirale....

Risposta:

Attualmente si considera bassa una carica virale sotto le 10.000 copie/ml e le linee guida suggeriscono di avviare il trattamento farmacologico quando la viremia raggiunge le 100.000 copie, che è ritenuta elevata. Per i Cd4, si considera limite di riferimento per iniziare i farmaci, il valore di 400 cellule/uL in termini di conta assoluta delle popolazioni linfocitarie, ma è importante tenere in considerazione anche il valore percentuale dei linfociti Cd4, rispetto al totale dei linfociti: nella norma sono fra 28 e 60 %.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

So di essere s+ dal 2001, in terapia da allora per 2 anni con combivir e non ricordo quale altro farmaco associato. Successivamente zerit, viread, e crixivan che ancora prendo. Il mio problema riguarda l'erezione, che è andata peggiorando specie nell'ultimo anno. La cosa è legata ai farmaci? Potete consigliarmi un andrologo cui possa serenamente parlare della mia situazione, per appurare se vi sono cause fisiologiche?

Risposta:

E’ possibile che in parte i problemi di cui si lamenta siano legati alla patologia stessa e agli effetti collaterali del farmaci che assume o ha asssunto in passato. Tutto quanto va appurato e indagato opportunamente in ambiente specialistico per escludere altre condizioni patologiche e comunque fare una diagnosi, così da poter poi avere delle indicazioni terapeutiche. Un suggerimento può essere il Centro di Andrologia della Università di Pisa che costituisce una delle strutture più avanzate nella disciplina. TELEFONO = 050/592688 WEB = http://www.plus.it EMAIL = andrologia@plus.it Il medico curante o i colleghi del centro infettivologico dove è in cura forse possono dare altre informazioni geograficamente più interessanti.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Seguo terapia con kaletra + combivir da quasi un anno dopo lo sviluppo della resistenza al tenofovir. In prima terapia faccio regolarmente attività fisica in palestra, con dieta appropriata in azione preventiva lipodistrofia e/o lipoatrofia: i valori del colesterolo e dei trigliceridi sono nella norma, la carica virale è inferiore alle 50 copie per millilitro di sangue ma i miei cd4 faticano a salire anzi all' inizio scendevano ed hanno iniziato a salire dopo che ho iniziato l'assunzione di aloe arborescens come complemento fitoterapico. Mi chiedo perchè se tutti i valori sono ok, i cd4 non salgono o salgono pochissimo? Ritengo che il kalatra sia cosi forte che se da un lato mi blocca la viremia dall'altro mi blocca anche la possibilità di ricostituzione dei cd4. La risposta che ottengo sia dalla clinica metabolica che dal centro malattie infettive è sempre la stessa: "non sappiamo che dirle" è possiible che in tutta europa una situazione simile non si sia già verificata e che nessuno abbia una risposta diversa?

Risposta:

E’ stimato intorno al 20-25% il numero delle persone trattate con HAART che non risponde dal punto di vista immunologico, continua cioè ad avere un basso numero di CD4, nonostante il raggiungimento del successo virologico, cioè la riduzione della viremia sotto le 50copie/ml. Questa condizione è stata oggetto di diversi studi pubblicati su riviste scientifiche (e anche una intervista al Prof.Aiuti sulla rivista Nadir n°24) e si mette in rapporto ad alcuni fattori quali : il “nadir” cioè il numero più basso di CD4 toccato dal paziente nella sua storia clinica: sono più a rischio di risultare non responders o poor responders i soggetti che hanno iniziato la terapia sotto le 200 cellule, tanto più quanti meno erano i CD4 iniziali. La durata del periodo nel quale i soggetti sono stati con valori bassi di CD4: quanto più a lungo sono stati sotto i 200, e quanto più sotto, tanto peggio. L’età: i soggetti sieropositivi di età più avanzata sono più facilmente non responders. Le coinfezioni: : è fattore negativo la presenza concomitante di altre infezioni tipo Hcv,Hbv, Cmv, ebv, Tbc. Uno studio valido ( al quale va comunque dato un valore non assoluto, soprattutto in relazione al basso numero di pazienti presi in considerazione) ha evidenziato come le risposte cellulari ad alcuni antigeni sembrino efficienti in modo analogo anche fra i soggetti con ritardo o non adeguata risposta di CD4 (insuccesso immunologico); concludendo quindi che queste persone definite non responders non dovrebbero essere esposte a maggiori rischi di malattie opportunistiche rispetto ai soggetti con buona risposta immunologica. (J.of Inf. Dis.191/05). Da escludere l’ipotesi che la scarsa risposta in termini di CD4 sia attribuibile al farmaco Kaletra, che appunto per essere forte, di solito dà buoni risultati permettendo il raggiungimento del successo sia virologico che immunologico, che clinico.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Sono siero positivo accertato da fine gennaio, subito dopo ho fatto le analisi del rna-pcr linfociti,ecc...per poi avere un appuntamento in questo istituto pubblico il primo marzo, il virologo mi legge gli esami e preoccupato dal risultato mi dice che devo cominciare subito la terapia,(cd4 252 viremia 210.000 cd8/cd4=0 linfociti%=16,4<) perchè a suo modo di vedere potrei essere s+ da molti anni; però un mese prima un suo collega mi aveva spiegato che se ci fossero stati risultati tipo questi, poteva anche essere che mi fossi infettato da poco tempo, infatti secondo me, il mio contagio risale a qualche mese fa. Premesso questo, arrivo al punto. Ad ottobre mi viene la candida sulla lingua, subito dopo quella che dicono sia una dermatite atopica, che mi lacera le gambe e non mi fa dormire dal troppo prurito, una forte infezione ad entrambe le orecchie, e da gennaio ho perso forza nella mano sx, il mignolo e l'anulare sono 24ore con quella sensazione di pungiglioni(formicolii), per non parlare della debolezza , intontimento, affossamento della faccia e perdita di almeno tre-quattro kg, e per finire ho l'influenza quasi sempre, una sett. si e una no. Io al virologo che mi disse che dovevo cominciare subito la terapia gli feci presente che al collega avevo detto ciò, e cioè che quasi sicuramente mi ero contagiato in autunno, e quindi lui, mi disse allora facciamo così, ti facciamo altri esami,(l'ultimo era datato i primi di febbraio) e poi vediamo a che punto stai così da procedere o meno ad un eventuale terapia,solo che bisogna farli verso la fine di aprile, quindi circa tre mesi dopo i precedenti. Fin li tutto bene, però in tutto questo tempo io sono peggiorato, ho chiesto di anticipare gli esami, ma niente da fare. Quello che le chiedo,è possibile che in questo periodo i miei cd4 si siano quasi totalmente azzerati e che la viremia sia arrivata al massimo, e se come diceva il virologo, io avessi il virus da qualche anno (anno 2000 negativo) io stia correndo un grave pericolo? Non abbiamo forse sottovalutato la situazione? Mancano due sett. per fare gli esami e poi dopo il risultato(forse altre due sett.) si comincia la terapia, daccordo che ormai manca poco, ma in questo mese che manca chissa!!!! Dottore mi scusi se sono stato poco chiaro o noioso,ecc.. ma non riesco bene a concentrarmi e ho dinuovo la febbre. So bene che la terapia mi farà tornare come nuovo e che l'eradicazione è ormai vicina, sono molto fiducioso e tranquillo ma stremato molto provato, non vorrei essere proprio io l'unica vittima dell'aids in italia proprio adesso che non si parla più di morte per aids nei paesi che se lo possono permettere.

Risposta:

Le linee guida attualmente riconosciute e (quasi) universalmente seguite suggeriscono di iniziare la terapia antiretrovirale quando il valore dei CD4 in discesa raggiunge i 350 e la viremia supera le 100.000 copie, anche in assenza di sintomatologia. In questo caso la presenza di patologie infettive di vario tipo e le condizioni di decadimento fisico riferite rappresentano un ulteriore fattore a favore della decisione di intraprendere il trattamento farmacologico. Fanno inoltre supporre una sieropositività non proprio recente, cioè non di pochi mesi, quanto piuttosto di alcuni anni. Di solito l'evoluzione della deficienza immunitaria procede piuttosto gradualmente e lentamente nel tempo, ma non sono impossibili le eccezionalità. L'eradicazione purtroppo è qualcosa che ancora i progressi della ricerca non hanno raggiunto, ma oggigiorno si riesce a convivere col virus relativamente bene nella maggioranza dei casi, tenendo sotto controllo la replicazione virale, limitando la perdita delle difese immunitarie ed evitando le patologie correlate, o almeno rendendole meno frequenti ed aggressive. Generalmente i risultati si cominciano a vedere già dopo pochi mesi di terapia. Suggerirei di accelerare assolutamente il programma previsto dai sanitari a cui si è rivolto, esigere la terapia, che mi pare necessaria da subito e, se il rapporto con il centro di malattie infettive in questione dovesse non essere per qualche aspetto del tutto soddisfacente, non indugiare a trovarne un altro, magari in una città vicina: si tratta di una condizione cronica per la quale è previsto, allo stato attuale delle cose, doversi curare, o quanto meno farsi controllare frequentemente, per tutta la vita. Non c'è spazio per lo stress ulteriore determinato dal mancato buon rapporto fiduciario con l'ambiente medico di riferimento.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Indietro

Newsletter

Istituto Della Donazione

onp selezionata da iid 1

Community

community
Submenu:

Sieropositivo.it