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Parla con l'esperto Medico

Le vostre domande saranno comunque utilizzate dove possibile per la formulazione di quesiti di interesse generale, garantendo comunque la massima riservatezza. Desideriamo infatti che l'esperienza di ogni singola persona possa tornare utile alla comunità dei visitatori.
 
 

 

Domande frequenti (F.A.Q.)

Controlla nelle nostre domande frequenti (F.A.Q.) prima di formulare la tua domanda, grazie.

Categoria: Informazioni sul virus HIV, test e sintomatologia.

Domanda:

Salve, il giorno 10 dicembre ho avuto un rapporto non protetto con una partner occasionale, il 16 di gennaio ho fatto il test Elisa, di 4a generazione e l'esito e' stato negativo, ma mi hanno detto di tornare a ripetere il test il 16 di febbraio anche se mi hanno assicurato che questo test ha una validita'del 99% in quanto fatto dopo piu'di un mese (circa 37 giorni) dal contatto non protetto, e' corretta questa informazione?

Risposta:

La variabilità è un fattore da non dimenticare mai in medicina, ogni manifestazione, organica o funzionale, può esprimersi in tantissime forme diverse, anche solo minimamente diverse, da individuo a individuo. Per questo si fa sempre riferimento ad uno spettro, un range, un “da-a” per indicare i tempi di durata, i valori di concentrazione nel sangue di certe sostanze, la salita o la discesa di certi parametri, etc. Si parla sempre di percentuali per cui in un XY%, che è la maggioranza, si osserva una determinata cosa, ma c’è sempre anche un’altra serie di piccoli numeri percentuali in cui tutto è diverso, anche molto diverso. Quindi, se pure la maggioranza delle sieroconversioni avviene tra il secondo e il terzo mese dopo il presunto contagio, non si puo non tenere presente il limite massimo che la ricerca ha fissato in sei mesi.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Salve, le mie domande sono due: innanzitutto se i rapporti orali non protetti sono a rischio; non è mai avvenuta eiaculazione in bocca, ma vorrei sapere se è possibile che ci sia una secrezione pre-eiaculatoria senza che la donna se ne accorga cioè, il liquido pre-eiaculatorio è abbondante, ha un sapore? Secondo, vorrei sapere quali sono i sintomi del virus, cioè se si ha febbre alta oppure no, se anche un mal di gola ed una bronchite che dura da più di un mese possono far pensare o se invece i sintomi devono essere ben più gravi, se c'è una perdita di peso consistente, se si gonfiano le ghiandole e se sì quali... Grazie mille. Katia

Risposta:

Sulla questione dei rapporti orali c’è spesso dibattito perché nell’opinione comune vengono considerati a rischio zero. Non è del tutto vero. Chi rischia di più è il ricevente: chi si espone a ricevere sperma o secrezioni prespermatiche o anche vaginali. Le tabelle riportano valori numerici bassi in termini di probabilità di rischio (fino a 0,04%), ma non assenti. Queste cifre non tengono conto di tutti quei fattori aggravanti quali stati infiammatori, lesioni anche modeste e misconosciute delle mucose orali, oppure altre patologie concomitanti che possono aumentare notevolmente il livello di suscettibilità all’infezione di chi si espone. E non bisogna dimenticare le altre malattie sessualmente trasmesse. Da trascurare la capacità di accorgersi, riconoscere ed evitare intenzionalmente: è certamente importante anche il volume dei liquidi biologici con cui si viene in contatto, che aumenta statisticamente le probabilità di rischio, ma può bastare anche un minimo. Non c'è un esordio tipico, standard, riconoscibile per lo stato di sieropositività. Quando dei sintomi si manifestano sono generici, aspecifici, sovrapponibili ad una influenza o poco più; nemmeno una bronchite che persista necessariamente deve collegarsi all'Hiv. Per questo è sempre importante eseguire il test quando ci sia anche il minimo sospetto.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Ho recentemente effettuato l'analisi del sangue ma non so se il mio medico ha inserito il test HIV. Desidero sapere quale è la sigla relativa al test HIV indicata nei risultati. Grazie

Risposta:

Quello che si cerca nel test più comune (ELISA) sono gli anticorpi anti-Hiv e queste parole sono usate sia nella richiesta che nella risposta. Quando la risposta al primo test è positiva, viene automaticamente ripetuto in una forma più estesa e completa che va sotto il nome di Western Blot. Il test non può essere fatto senza il consenso dell’interessato, per cui difficilmente il curante lo avrà inserito senza accertarsi che il paziente avesse la consapevolezza di quello che andava a fare.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Salve, sono sieropositivo. In Italia è possibile avere assistenza medica gratuita? Quali sono i requisiti per poterla ottenere? Vi prego di aiutarmi…

Risposta:

L’assistenza medica gratuita è garantita a tutti i cittadini italiani residenti e anche ai cittadini stranieri immigrati con regolare permesso di soggiorno. Basta rivolgersi alla Asl di residenza dove si può avere il documento per l’assistenza sanitaria con il codice regionale, l’assegnazione del medico di base scelto e quindi l’accesso a un centro di Malattie Infettive dove lasciarsi seguire come necessario lo stato di persona con Hiv.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Vorrei sottopormi nuovamente al test hiv per 2 rapporti non protetti risalenti a 1 anno fa. Precedentemente ho fatto 2 test hiv con esito negativo ma ho dei dubbi circa la loro attendibilità. Vi chiedo,infatti : a) i test li ho fatti in un laboratorio privato,secondo voi sono attendibili o è meglio rivolgersi a centri specializzati? Il dubbio mi deriva dal fatto che li ho pagati pochissimo (17 EURO CAD.) b) il numero verde del ministero della sanità dice che la malattia oggi è cronica e che l'aspettativa di vita di un sieropositivo è uguale a quella di un hiv-. Cosa ne pensate voi? c)Ho un bimbo di 8 anni, se mi fossi infettato prima della sua nascita e avessi trasmesso l'infezione alla madre, avrebbe già dovuto sviluppare la malattia ? scusate il numero di domande ma sono molto in ansia. grazie

Risposta:

Non dovrebbero esserci motivi di dubitare del laboratorio di analisi, solo perché è privato e per il basso prezzo, che deriva da fattori esclusivamente commerciali. Comunque per scrupolo il test potrebbe essere ripetuto presso una struttura pubblica di libera scelta dove per legge potrà essere eseguito in forma gratuita ed anonima. In effetti la malattia da Hiv si è oggigiorno convertita in una patologia di tipo cronico con l’avvento della terapia HAART e le aspettative di vita sono molto buone, anche se forse non esattamente sovrapponibili a quelle di un sieronegativo, principalmente perché ancora non si conosce proprio tutto dell’utilizzo dei farmaci a lunghissima scadenza. Se la madre di questo bambino di otto anni non è sieropositiva non può avergli trasmesso in nessun modo il virus.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Ho fatto due test hiv a seguito di numerosi rapporti occasionali protetti. Entrambi hanno dato esito negativo. Da un pò di tempo.però,ho paura che questi test non siano veritieri in quanto fatti presso una struttura privata. Al telefono verde AIDS mi hanno detto che : 1) non avrei dovuto nemmeno farli i test, perchè i rapporti protetti sono esenti da rischi 2) Le strutture private devono essere autorizzate al test e quindi devono rispettare precise norme. Aggiungo che il laboratorio, dove ho fatto i test, è accreditato dal ssn regione Lombardia. Vorrei un vostro parere. Grazie

Risposta:

E’ così: i laboratori tutti, anche quelli privati, devono rispettare norme e superare controlli per avere e conservare le autorizzazioni, per cui fino a prova contraria, non c’è da sconfessare la veridicità di un risultato solo per la sede di esecuzione. Comunque se può essere di aiuto e maggior tranquillità il test si può anche ripetere in una struttura pubblica in forma anonima e gratuita, nella città di residenza o in una vicina.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Gent.le Dottore, ho avuto un rapporto "a rischio" in data 14/2/2006. il 25/6-2 ho avuto febbre intermittente e faringite acuta, esauritasi in una settimana; a questa è seguito un rapido esantema maculo papulare di circa 48 ore, e una volta andato via la comparsa (dal 10 marzo in poi) di macchie psoriasi-formi disseminate in varie parti del corpo (pancia, braccia, mano, interno cosce)fino alla metà di aprile. Poi più nulla. Ho fatto test hiv e sifilide, entrambi negativi al 27/4/2006. Rifarò il test a tre/sei mesi, ma mi hanno detto di stare tranquillo. Cosa devo pensare? Una sieroconversione può avvenire anche dopo la remissione completa dei sintomi? Grazie

Risposta:

Il suggerimento di stare tranquillo è per il momento più che giustificato. La sieroconversione non si manifesta con una sintomatologia tipica e riconoscibile. I sintomi sofferti possono essere riferibili a patologie comuni e assolutamente non c’è motivo per associarli ad una sieroconversione, che evidentemente alla data del test eseguito non c’è stata. Correttamente il test dovrà essere ripetuto al termine del periodo massimo di possibile incubazione (sei mesi) intorno a Ferragosto.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Essendo un single per scelta, capita diverse volte di avere rapporti occasionali con donne che conosco poco. Avevo letto che sarebbe prossimo all'uscita un test fai da te per individuare l'hiv. In questo caso questo per me sarebbe molto utile, poiche mi permetterebbe di verificare poco prima del rapporto sessuale, se quella donna è sicura oppure no (questo chiaramente in linea di massima e tenendo conto che se quella persona ha avuto rapporti a rischi nei giorni precedenti questo non serve a nulla). Ad esempio all'indirizzo: www.testfaidate.com si vende un kit per il test hiv in 20'. E' un prodotto realmente valido o è una bufala?. Esiste al momento un alternativa fai da te valida? Grazie sino da ora per la vostra risposta. cordiali saluti.

Risposta:

Il prodotto a cui si fa riferimento è una recente novità del mercato americano, ancora non arrivato in Europa. L’acquisto via Internet fa capo ad una poco nota società americana (Geodesic Meditech) con sede in California, a questa infatti corrisponde il numero di telefono e l’indirizzo. Come anche sinceramente ammesso nel sito il prodotto non è ancora stato approvato dal severo ente americano di controllo FDA (Food and drug administration), che per il momento ne ha solamente permesso la commercializzazione all’estero, sottolineando che ufficialmente non si approva negli USA nessun test Hiv praticato senza la presenza di personale medico. Presumibilmente si potrà arrivare, come per il test di gravidanza, all’uso comune di test da fare a casa, ma per il momento conviene forse fidarsi di più dei sistemi normalmente applicati presso i laboratori medici pubblici o privati, quando esista il sospetto di aver contratto l’infezione o anche solo come routine di verifica periodica, contando poi principalmente sulla prevenzione, specie nei rapporti occasionali, nei quali pare francamente surreale la situazione di un test “poco prima del rapporto sessuale”. Senza tener conto, come giustamente notato, che l’eventuale esito negativo ha comunque un significato molto relativo.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Vi scrivo per questo quesito, qualche mese fa mi è stata diagnosticata la sifilide, avevo una pustola sul glande e sono andato ad un centro mst , ho iniziato una cura con la pennicilina, ma già prima di iniziare la cura avevo febbre bassina, diarrea, sudorazioni notturne e lingua con patina bianca e nausea... insomma un quadro clinico da sieroconversione sintomatica in atto. Fatto il test ad un mese hivab negativo a due mesi negativo e a 100 giorni negativo. Ora sono passati 2 mesi ed ho finito la cura per la sifilide che in effetti ha funzionato in quanto vdrl si è negativizzata e la thpa 1/80 mi ha detto il medico che va bene cosi. Beh a distanza di tutto questo tempo ho ancora tutti quei sintomi che non mi hanno abbandonato e in piu' il rigonfiamento di tantissimi linfonodi (collo, ascelle,inguine e al lato del ginocchio), la mia lingua è bianchissima e mi è uscito un eritema sul petto. Sono spaventato, ho fatto una marea di analisi tutte negative...toxo,monon.,epatiti, ecc...la mia domanda è questa, se quei sintomi che ho avuto fossero ricondotti ad una sieroconversione sintomatica, il test non sarebbe dovuto risultare positivo da tempo? Comunque a 100 giorni posso avere una certa tranquillita'? Altra domanda, se la pelle integra viene a contatto con dello sperma infetto da sifilide e hiv oltre alla sifilide il soggetto può essere contagiato anche da hiv? Scrivo questo perchè ho paura di aver contagiato qualcuno prima di scoprire la mia positivita' alla lue. Ho letto che le spirochette passano anche attraverso la pelle cosa che l'hiv non fa, ma se questi camminassero a "braccetto"? Scusate per la lunguezza del quesito ma ho bisogno di delucidazioni chiare.

Risposta:

Il ” periodo finestra “, cioè il tempo massimo nel quale si può manifestare la comparsa degli anticorpi anti Hiv, è di sei mesi. Se a questa distanza di tempo l’esito del test è negativo si potrà stare tranquilli. Comunque evidentemente una sieroconversione al momento non si è verificata, se il test finora è sempre stato negativo, quindi al momento la sintomatologia riferita non può essere riportata all’ Hiv e nemmeno agli altri quadri clinici per cui sono state fatte indagini specifiche con esito negativo. Ritengo necessario rimanere sotto osservazione del centro di MTS che già ha trattato la Lue per approfondire ulteriormente e trattare secondo il caso. La cute assolutamente integra rappresenta una barriera per il virus, il problema è che spesso esistono lesioni anche molto piccole e non riconosciute che rappresentano un punto di minor resistenza, senza che se ne possa essere consapevoli. Ancora più facilmente questo può capitare nelle aree meno visibili dei genitali e a livello delle mucose.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

Domanda:

Un mio fraterno amico oggi ha malaguratamente usato una siringa iniettandosi eroina di cui è convinto non fosse sterile, anzi, è convinto che l'avesse precedentemente adoperata una ragazza che era con lui, di cui non sa nulla, se non che pur essendo molto giovane usa eroina da qualche mese. Egli non crede che lei sia sieropositiva, ma avendo letto che esiste una sorta di"cura del giorno dopp", basata di azt e 3tc e che se usata per 28 giorni consecutivi, cominciando entro le 24 ore dal rapporto a rischio la possibilità di contrarre il virus si azzerano. Mi chiede quindi: quanto sono pesanti gli effetti collaterali? Sono compatibili con una normale attività lavorativa? Vale la pena intraprendere questa terapia? E' forse degno di rilievo che comunque la siringa in qestione non presentava tracce di sangue, anzi appariva nuova o perlomeno lavata e , a occhio, pulita. Quante sono in questo caso, ponendo che la ragazza fosse effettivamente positiva all'hiv, le possibilità di rimanere contagiati? Cosa posso consigliarli? Vale la pena sottoporsi a questa terapia? La ringrazio e La pregherei di poter avere una risposta nel più breve tempo possibile, visto che perchè la terapia possa essere pienamente efficace i farmaci vanno assunti entro 24 ore. Se consiglia la terapia cosa deve fare? recarsi alla sezione malattie infettiv dell'Ospedale per avere i farmaci? La ringrazio per la cortese attenzione e le porgo i miei più distinti saluti.

Risposta:

Lo scambio di siringhe rappresenta un evento ad altissimo rischio. Non conta se all’apparenza non ci sono tracce di sangue. Il consiglio è naturalmente di rivolgersi subito ad un centro di malattie infettive dove uno specialista valuterà secondo dei protocolli prestabiliti se è il caso di intraprendere un trattamento antiretrovirale, tenendo presente il principio del rapporto costo/beneficio, dove nel costo viene considerato anche il corredo dei possibili effetti collaterali, sicuramente accettabili. C’è da considerare che in nessun caso questo trattamento farmacologico deve essere considerato come “pillola del giorno dopo”, rimedio alla mancanza delle più elementari norme precauzionali.

dott. Pierluigi Andrea Maggini

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